“Il patto Carroccio-Pdl pare in crisi”
Presa di posizione del gruppo Uniti per Venegono dopo che due consiglieri di maggioranza del Pdl non hanno votato un assestamento di bilancio
L’astensione all’ approvazione dell’assestamento di bilancio da parte di due consiglieri in quota PDL (Desideri e Pellegrini) che hanno motivato la loro scelta accusando la quota leghista dell’Amministrazione di scarso dialogo e scarso ascolto delle loro istanze, è stata una novità. Lo scarso dialogo e lo scarso ascolto è stato anche sottolineato dai rimanenti consiglieri del PDL che, tramite un comunicato letto dal Vicesindaco Mariangela Bombelli, si sono detti d’accordo con Desideri e Pellegrini, ma hanno lo stesso votato a favore dell’assestamento di bilancio.
Cosa può significare tutto ciò? Certamente la presenza di un malessere all’interno della maggioranza, malessere grave se arriva a straripare in consiglio comunale. Ma, probabilmente ,non sarà foriero di cambiamenti poiché la filosofia leghista è molto intollerante verso il dissenso che pertanto reprimerà con tutta la rozzezza di cui è capace.
E’ verissimo che tutte le poltrone, anche piccole e insignificanti, per quanto sgangherate siano, scomode o piene di polvere, sono dotate di forte collante, ma le tensioni a livello nazionale potrebbero contare o almeno contagiare, specialmente se accostate ai personalismi.
“C’eravamo tanto amati”, ma ora le tensioni e le evoluzioni nazionali si trasferiscono sul territorio, in molte periferie si allargano a macchia d’olio ( e le amministrative di primavera sono alle porte.)
Val la pena dare un’occhiata oltre i nostri confini locali e in particolare in Lombardia e in Veneto.
Decine di giunte (tra comuni, province, perfino regioni) segnalano problemi. Il patto Carroccio-Pdl pare in crisi. Caso significativo è Varese città, culla della Lega, dove il sindaco padano Attilio Fontana deve tenere a bada la pattuglia berlusconiana, agguerrita per faccende urbanistiche.
E’ molto recente anche la mozione di sfiducia con cui il Pdl (sostenuto pure dal Pd e altre forze d’opposizione) ha impallinato il presidente della Provincia di Belluno Giampaolo Bottacin, quello che ad agosto aveva affrontato Calderoli e Bossi per criticare la manovra dell’ormai defunto governo Berlusconi.
In Veneto la tensione sembra essere sopra il livello di guardia. In provincia di Treviso – dove il presidente è il padano Leonardo Muraro – la Lega litiga con mezzo Pdl, ma gli azzurri sono divisi anche tra loro. Divisioni che arrivano pure nella giunta regionale: Luca Zaia deve sudare sette camicie per tenere insieme la squadra, e il coordinatore veneto del Pdl, l’onorevole Alberto Giorgetti, è stizzito per i continui distinguo degli alleati. Non a caso ha spedito un vero e proprio ultimatum: entro gennaio vuole sapere se le truppe del Senatur intendono fare da sole alle Amministrative. Vanno al voto le Province di Vicenza e Belluno (sempre che Monti non decida davvero di sforbiciarle) e i Comuni di Verona e Belluno. E poi Jesolo, Caorle, altri centri minori. «Noi ripartiamo dall’alleanza» fa sapere Giorgetti. Ma se i leghisti continuassero a fare i difficili, potrebbero essere scaricati a favore dell’Udc.
A Verona il sindaco Flavio Tosi sta pensando di confermare la sua lista personale (che raccoglierebbe anche ex azzurri).
Tensione pure a Feltre, provincia di Belluno, quasi 20mila abitanti amministrati dal senatore padano Gianvittore Vaccari. Ormai è appeso a un filo.
Il barometro segna brutto pure nella Provincia di Sondrio (in mano alla Lega). E poi nel comune di Cremona (alcuni assessori lumbard si sono dimessi, ma i problemi sono soprattutto interni al Carroccio). Maretta a San Donà di Piave, Venezia, dove un anno fa erano volati stracci per decidere se e come organizzare il concorso di Miss Padania. Musi lunghi a Mantova, dove il centrodestra ha conquistato il capoluogo ma si parla di «pace armata» tra i partiti. Fibrillazione pure ad Alessandria.
Questo il quadro attuale. Ma da noi la giunta Brianza sfoggia sicurezza,non pare avvedersi che le cose stanno cambiando. Toni e affermazioni sono sempre le stesse. L’arroganza pure.
Vedremo.
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