Protesi a rischio, a Varese non si usano
Le protesi mammarie Pip non sono mai state usate dal dipartimento di chirurgia plastica dell'ospedale di circolo. mentre allo Ieo si usavano: ma le interessate sono già state tutte avvertite
«Con riferimento alle notizie di attualità relative all’utilizzo di protesi di fabbricazione francese per la ricostruzione mammaria realizzate con materiali di dubbia qualità e che, di conseguenza, necessitano di essere asportate (pur senza urgenza), la struttura dipartimentale di Chirurgia Plastica dell’Ospedale di Circolo, diretta dal professor Luigi Valdatta, tiene a precisare che le protesi utilizzate a Varese sono da sempre di produzione statunitense, assolutamente sicure e di elevata qualità. Le pazienti che hanno subito interventi ricostruttivi al seno nella nostra struttura possono quindi stare tranquille».
Questa è l’ultima delle buone notizie arrivate dopo lo scandalo delle protesi mammarie prodotte dalla ditta francese Poly Implant Prothese (Pip) che l’Agenzia francese responsabile per i dispositivi medici (AFSSAPS) ha scoperto essere state costruite con siliconi non autorizzati. L’agenzia francese ha informato tutte le autorità europee fin dal 2010 di aver effettuato un controllo negli impianti produttivi della PIP, “in seguito a ripetute segnalazioni di rotture precoci delle protesi di questa società” e, dopo i controlli “E’ emerso che a partire dal 2001 la maggior parte delle protesi PIP è stata riempita con un gel di silicone differente da quello autorizzato”. Va segnalato che l’agenzia francese “sta ancora effettuando i test di tossicità sul gel di silicone impiegato senza autorizzazione, per cui non è possibile dare una chiara indicazione dei rischi per le pazienti con protesi PIP”, che potrebbero a onor del vero anche essere pari a zero. Intanto però, il Codacons ha annunciato una Class Action per il risarcimento dei danni delle decine di migliaia di donne coinvolte.
Sull’argomento, pressati dalla preoccupazione delle pazienti, hanno dovuto intervenire anche lo IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia e l’istituto Tumori di Milano. Per quest’ultimo la comunicazione è brevissima, in prima pagina del sito ufficiale "Al fine di rassicurare tutte le pazienti sottoposte a intervento di plastica ricostruttiva al seno, l’Istituto Nazionale dei Tumori comunica di non aver mai utilizzato protesi mammarie prodotte dalla ditta PIP. er ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 02/23902772 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 16.00, o all’e-mail urp@istitutotumori.mi.it".
Più complessa è articolata è stata la risposta dell’istituto sanitario diretto da Veronesi, che effettua migliaia di operazioni all’anno su pazienti di tutta Italia, ha precisato innanzitutto che: «Non è attualmente dimostrato un legame causa-effetto fra le protesi PIP e l’insorgenza di tumori del seno. Su circa 10 milioni di protesi mammarie di diverse marche, impiantate nel mondo sia per motivi estetici che ricostruttivi dopo intervento oncologico, sono stati descritti unicamente rarissimi casi di linfoma che origina dalla capsula intorno alla protesi, sia in silicone che salina: 75 casi in tutto il mondo, che hanno provocato 4 decessi, in nessun modo correlabili a una specifica ditta produttrice».
Contrariamente a quello che è successo a Varese e all’istituto tumori di Milano, lo Ieo ha dovuto però ammettere che «Come altri centri di eccellenza nel mondo, ha impiantato per un certo periodo di tempo le protesi PIP, per raggiungere risultati estetici migliori in pazienti con una determinata conformazione corporea. Nel maggio del 2010 il Ministero della Salute ha diffuso delle raccomandazioni in merito a queste protesi, che lo IEO ha integralmente recepito ed applicato».
Le pazienti Ieo coinvolte, però, sono già state tutte avvertite: «Tutte le nostre pazienti portatrici di protesi PIP sono state contattate e invitate a recarsi presso lo IEO per effettuare gratuitamente una ecografia mammaria ed una visita con il chirurgo plastico. Se non siete state ancora contattate significa che non vi è stata impiantata dallo IEO una protesi PIP». Chi desidera in ogni caso ulteriori informazioni «può scrivere una e-Mail a info@ieo.it – spiegano dalla direzione – sarete ricontattate».
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