Sciopero del pubblico impiego: “Vogliamo il nostro stipendio”
Presidio fuori dalla prefettura dei lavoratori del pubblico impiego. Al centro della contestazione non c'è solo la manovra finanziaria del governo Monti, ma la condizione di chi lavora per l'amministrazione pubblica
«Vogliamo il nostro stipendio». Il messaggio esposto fuori dalla prefettura dai lavoratori del pubblico impiego non ha bisogno di molte interpretazioni. Dopo l’affollatissima assemblea di giovedì scorso, gli impiegati pubblici sono dunque in sciopero. Al centro della contestazione non c’è solo la nuova manovra finanziaria del governo Monti, ma una questione più generale riguardante la condizione di chi lavora per l’amministrazione pubblica. «La cosa inaccettabile – spiega Giancarlo Ardizzola della Cgil – è che questi tagli al settore pubblico porteranno a una riduzione dei servizi, nessuno escluso. Ma questa responsabilità non puo’ cadere sui lavoratori del pubblico impiego, sarebbe troppo. Occorre essere uniti in questo momento e allargare il più possibile la partecipazione».
I lavoratori dell’Inps, come già nell’assemblea di giovedì, si scusano con i cittadini per il disagio causato. «Anche quest’anno a Natale, come tanti altri passati – hanno scritto su un lenzuolo esposto fuori dalla Prefettura- siamo senza stipendio e tredicesima».
La situazione in provincia di Varese è critica come nel resto d’Italia: contratti non rinnovati, precari dal futuro incerto e blocco delle assunzioni. «Qui da noi ci sono due esempi emblematici – spiega Michele Gallione della Cisl – uno riguarda i 120 lavoratori della Croce Rossa Italiana e l’altro i lavoratori precari dell’Amministrazione provinciale. Questa manovra, quindi, acutizza situazioni già delicate e fa un ulteriore danno perché va a colpire persone che lavorano all’ospedale, negli asili, nelle asl, e quindi che garantiscono servizi essenziali. E poi c’è la questione Inpdap che non è ancora stata definita e coinvolge 800 lavoratori in tutta Italia».
La preoccupazione del sindacato è che si scarichi sui lavoratori la responsabilità per i disservizi conseguenti alle decisioni prese nella manovra. «I lavoratori del pubblico impiego – conclude Daniele Ballabio della Uil – sono anche cittadini e quindi verranno doppiamente penalizzati. La manovra, infatti, con le sue decisioni non solo condizionerà pesantemente il lavoro, ma anche la vita dei pubblici impiegati per via dell’inevitabile contrazione del reddito. Quella in arrivo sulle tasse è una vera e propria stangata che pagheranno come sempre i lavoratori».
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