Mensa, la questione politica è sulle tariffe
L'amministrazione recupera metà del debito ma il Partito Democratico contesta tutta l'impostazione sulle agevolazioni alle famiglie che accedono ai servizi
L’assessore Leoni ha fornito i dati sul recupero dei mancati pagamenti del servizio mensa, pre scuola e trasporto, ma ora potrebbe aprirsi una questione politica su tutta l’impostazione delle agevolazioni tariffarie predisposte dal comune.
Per quanto riguarda i debiti accumulati l’assessore Leoni ha voluto fare un’operazione di riscossione basato sul principio che tutti devono pagare per un servizio del quale hanno usufruito. Anche perché il passivo sarebbe comunque stato spalmato su tutti i contribuenti e questo non è giusto.
Il Partito Democratico, sulla questione, aveva però alzato un’osservazione critica più ampia che riguarda l’impostazione delle agevolazioni tariffarie fatta dal comune.
Oggi la tariffa della mensa va da un massimo di 4,70 euro a pasto per la fascia di reddito più alta a un minimo di 3,52 euro per le fasce più basse. In pratica, facevano notare dall’opposizione, “chi ha un reddito ISEE tra 0 e 2000 euro paga comunque il 75% della tariffa, chi ha reddito fino a 3500 l’80% e così via con altre fasce sino a 16500, soglia oltre cui si paga interamente il servizio”.
Sul punto Leoni fa notare che «i dati sulla morosità dei pagamenti riguardano prevalentemente le famiglie della sesta fascia di reddito, quella superiore a 16500 euro, che detengo circa il 60% dei mancati pagamenti. E che da tutto quello che è successo erano esclusi i casi particolari di famiglie conosciute dai servizi sociali per i quali sono già stanziati circa 12mila euro proprio per garantire questi servizi».
Ma il problema sussiste ed è probabile che emergerà con forza in sede di discussione del bilancio. Secondo il Pd il comune contribuisce troppo poco nelle agevolazione a chi fatica a permettersi il servizio che “deve essere maggioritaria per le fasce più basse, dovrebbe garantire l’80, 90% del costo. E si dovrebbero prevedere agevolazioni per secondo o terzo figlio”. Considerando inoltre che anche le fasce di reddito più alte, più di 16500 euro Isee, poi così tanto alte potrebbero non esserlo a conti fatti.
Lo stesso Leoni, che ha annunciato lo studio di alcune facilitazioni pratiche nei pagamenti attraverso il rid, sportelli bancomat e anche i parcometri, potrebbe aprire a una discussione anche sulle fasce tariffarie, «con i dati emersi in questa vicenda – ha spiegato – si potrà avere un quadro più preciso delle situazione».
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