Salvadé e Di Giovanni: così il Varese batté la Samp

Campionato 81/82: i ragazzi terribili di Fascetti, sconfitti con lo zampino dell'arbitro a Marassi, trionfarono 2-0 nella partita di ritorno davanti a quasi 20mila spettatori

Varese 2, Sampdoria 0: finisse così domani sera, si chiuderebbe un cerchio lungo più di trent’anni e impreziosito proprio da un risultato simile.
Bisogna tornare alla fantastica cavalcata dei biancorossi di Fascetti, quelli del "casino organizzato" e del (quasi) "Miracolo a Varese" per dirla con il titolo dello splendido libro di Natale Cogliati (da cui è tratta la foto) che descrisse la squadra più bella del "dopo Borghi"… fino a quella degli ultimi due anni.
In quel campionato 1981/82 varesini e doriani furono rivali per la promozione (che alla fine premiò la formazione genovese) e nel primo confronto diretto non mancarono le polemiche: l’unica rete fu infatti siglata dal blucerchiato Scanziani che approfittò di un evidente fallo su Rampulla da parte di Garritano, ignorato però dall’arbitro Menicucci di Firenze. Nei giorni precedenti al match il presidente biancorosso Colantuoni, già massimo dirigente dei liguri, era stato buon profeta: «Stiamo tranquilli – aveva dichiarato – anche se la Sampdoria avrà la reazione propria delle squadre che cambiano allenatore. L’unico pericolo è l’arbitro Menicucci».
Al ritorno però Masnago ribolle di passione e il Varese vuole riprendersi il maltolto: le cronache parlano di quasi 20mila persone assiepate al "Franco Ossola" con 14mila paganti e circa 5mila tifosi ospiti. Fascetti porta la squadra ad allenarsi sul Lago Maggiore, deve rinunciare a Strappa (al suo posto Bongiorni) e scardina subito la porta blucerchiata con rete di Gildo Salvadé al 4′. Le emozioni si rincorrono, la Samp pressa e sfiora il pareggio (palo di Pellegrini, varesino d’origine e capitano anni dopo della squadra che vinse lo scudetto) ma deve guardarsi dalle folate rapide e incisive dei ragazzi di Fascetti. Si va avanti così fino all’88’ quando Limido batte una punizione insidiosa, il portiere Conti respinge ma Vincenzo Di Giovanni, "Digio l’africano" è il più rapido di tutti a infilare il pallone in rete sotto la curva Nord, pazza di gioia (nella foto).
Un urlo tatuato nella memoria di chi c’era allora, pronto a esplodere di nuovo: 2-0 alla Samp è possibile, lo raccontano ancora oggi quei ragazzi in biancorosso che in Serie A non riuscirono ad andarci. A trent’anni di distanza però, c’è la possibilità e la voglia di completare quell’impresa.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Giugno 2012
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