Hashish e coca, nell’area Cargo una centrale dello spaccio
A organizzare il traffico di stupefacenti alcuni dipendenti delle società che operano nello scalo merci dell'aeroporto. Lì avveniva anche lo spaccio e il consumo
Una rete di spaccio attorno all’area cargo di Malpensa, principalmente hashish ma anche cocaina. E’ questo il risultato di un’indagine della Procura di Busto Arsizio (pm Mirko Monti) e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Varese che ha portato all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti, 5 in carcere e uno ai domiciliari, e a 3 decreti di perquisizione. E’ stata così smantellata l’organizzazione criminale dedicata allo spaccio che vedeva nell’area Cargo dell’aeroporto milanese il luogo di spaccio e di consumo delle sostanze.
A finire in manette sono stati gli incensurati F. M., 34enne di Somma Lombardo e la moglie 24enne C.F.; M.Q., 40enne di Somma Lombardo e il fratello L.Q. (agli arresti domiciliari), 35enne anch’egli di Somma Lombardo, oltre ai già pregiudicati Silvano Bonza, 29enne di Olgiate Olona e Antonio Ranieri, 24enne di Cardano al Campo, peraltro già detenuto presso il carcere di Busto Arsizio in quanto arrestato – insieme ad altre 11 persone – lo scorso mese di giugno dai Carabinieri di Gallarate per spaccio di stupefacenti e figlio di Michele Ranieri del clan camorristico dei Gionta. La droga giungeva dall’estero all’aeroporto in plichi che venivano recuperati da alcuni dipendenti di società operanti a Malpensa e destinati al successivo spaccio. Ad accorgersene altri dipendenti che avevano notato pacchi aperti dai quali sparivano dei plichi in essi contenuti. In quegli imballaggi c’era la droga che veniva poi smerciata.
La particolarità, sottolineata questa mattina (venerdì) dal maggiore Loris Baldassarre dei Carabinieridi Varese, sta nel fatto che questa organizzazione non era gerarchizzata e i ruoli erano intercambiabili: a volte chi spacciava al dettaglio era colui che riforniva i quantitativi più grossi e viceversa. Il capitano Massimiliano Corsano, a capo del Nucleo Investigativo, ha raccontato come è avvenuta l’indagine: dopo la segnalazione dei plichi sospetti sono state avviate una serie di osservazioni per capire chi li portava fuori dall’area Cargo. Risaliti alle abitazioni si è passati ad analizzare il traffico di acquirenti che entrava e usciva, anche attraverso l’ascolto delle conversazioni telefoniche. Nel corso dei diversi appostamenti i Carabinieri hanno sequestrato oltre 200 grammi di hashish e hanno stimato che il giro d’affari toccava i 3 kg al mese con circa 40 clienti fidelizzati. Il picco lo si è raggiunto durante le festività natalizie del 2011 quando gli organizzatori del traffico arrivarono a contattare il già noto Antonio Ranieri per acquistare cocaina. Ranieri, infatti, era già al centro dell’indagine portata avanti dai Carabinieri di Gallarate e dal pubblico ministero Mirko Monti che ha portato al suo arresto, insieme ad altre 11 persone nel marzo del 2012.
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