Neolaureati e occupazione, Insubria e Liuc sopra la media

Le performance dei due atenei della provincia di Varese sono superiori ai trend nazionali secondo i dati ufficiali del consorzio Almalaurea

Il mercato del lavoro si trasforma e non solo a causa della crisi. Cambia la domanda delle aziende e cambiano le figure ricercate, le tipologie dei contratti e la durata delle assunzioni. Secondo una recente indagine condotta dalla Camera di Commercio di Varese, nella nostra provincia solo il 48 per cento dei laureati trova un’occupazione a un anno di distanza dalla discussione della tesi. E spesso si tratta di un lavoro a tempo determinato. Bisogna precisare però che il dato varesino è comunque leggermente superiore rispetto alla media nazionale. Secondo i numeri ufficiali, pubblicati sul sito del consorzio Almalaurea, nel 2011 negli atenei italiani si sono laureati 185.737 studenti. Di loro, un anno dopo la tesi, solo il 47,8 per cento lavora, il 41,9 per cento sta partecipando a un’attività di formazione post laurea e il 21 per cento è disoccupato.

Quali sono invece le aspettative dei laureati negli atenei della nostra provincia? «Seppure la situazione economica sia quella che conosciamo, i dati relativi all’università dell’Insubria sono tutti al di sopra delle medie nazionali – spiega Eduardo Prencis, responsabile dell’ufficio placement dell’ateneo di Varese e Como -. Secondo i dati Almalaurea a un anno dalla laurea lavora il 61 per cento dei laureati. Mentre solo il 10 per cento è disoccupato». A questi risultati si aggiungono anche altre performance interessanti: il 36,2 per cento degli studenti dell’Insubria svolge un lavoro stabile (contro il 34,2 per cento) mentre il guadagno mensile netto di un neolaureato è di 1.127 euro.

Al di sopra dei trend nazionali sono anche i numeri della Liuc di Castellanza dove è decisamente elevato il numero degli studenti che non si ferma alla laurea: a un anno di distanza dalla tesi il 58 per cento di loro partecipa o ha partecipato a un’ulteriore attività di formazione. Se guardiamo il dato generale il 52 per cento lavora, mentre solo l’8,8 per cento è privo di un’occupazione. Decisamente più elevati sono però i risultati relativi alla lauree specialistiche: in questo caso il 74,6 per cento degli studenti trova un lavoro entro un anno, il 37 per cento svolge un lavoro stabile (a tempo indeterminato e autonomo) e il guadagno mensile netto sale a 1.278 euro, ben al di sopra della media nazionale che è di 993 euro.

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Pubblicato il 23 Ottobre 2012
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