Ferrara sulle porte chiuse: “Accettiamo la decisione”

Il direttore generale biancoblu non protesta ma sottolinea «oltre al danno la beffa». E aggiunge: «Parteciperemo al progetto del Comune, ma da anni aiutiamo chi è in difficoltà»

Continua, purtroppo, la vicenda che lega la Pro Patria alle accuse di razzismo dopo la sospensione della partita amichevole contro il Milan. Dopo le tante voci, la Lega Pro ha deciso di dare un turno a porte chiuse allo stadio “Speroni”. Nella gara contro l’Alessandria, quindi, la squadra di Firicano non potrà contare sull’apporto del proprio pubblico. Una decisione che lascia di stucco, ma viene comunque accettata dalla società, come conferma il direttore generale tigrotto Raffaele Ferrara: «Accettiamo questa sentenza della Lega come abbiamo sempre fatto, senza contestare. Certo che come oltre al danno arriva anche la beffa. Dispiace che verranno penalizzati i tifosi, gli abbonati e la società, che in questa vicenda non hanno colpe».
 
Una sentenza comunque dura per la Pro Patria, che si è sempre dimostrata sensibile a questa situazione e parteciperà al progetto del comune di Busto Arsizio “Laboratorio per l’estirpazione del razzismo fuori e dentro dagli stadi”. Il dg Ferrara spiega il lavoro svolto in questo periodo dalla società: «Abbiamo già dato parere positivo al progetto del comune e sicuramente parteciperemo attivamente. Ma da anni siamo vicini a queste vicende: nelle nostre squadre giovanili ci sono dei ragazzi che hanno problemi economici e li aiutiamo dando sostegno a loro e alle famiglie. Ora aspettiamo le disposizioni del Comune per i prossimi impegni, ma anche nelle scuole siamo sempre stati presenti legando il rapporto tra i giovani bustocchi e la maglia della Pro Patria».
 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Gennaio 2013
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