Fornace, la “galleria commerciale” sta morendo

Prosegue la fuga dei negozi dal primo piano “centro polifunzionale”: su 38 spazi ne rimangono aperti meno di una decina: “Non passa più nessuno”. La società di gestione: “Speravamo meglio, ma il resto della struttura funziona bene”

Corridoi deserti, pannelli del soffitto dove scende acqua, negozi vuoti, abbandonati o con la scritta “in allestimento”, ascensore che funziona a singhiozzo, scale mobili che cominciano a muoversi solo la sera con l’apertura del cinema. È la situazione in cui si trova la “Galleria” commerciale della Fornace di Tradate, ovvero il primo piano della struttura che si vede sulla Varesina, all’incrocio della strada per Gallarate.
In questa “galleria”, già in crisi da diverso tempo, solo nel 2012 hanno chiuso una dozzina di negozi. Altri se ne andranno nei prossimi due mesi: il ristorante giapponese Sakura si trasferisce in un altro immobile sulla Varesina a Tradate; il Ghiottopizza si trasferisce a Rho; il negozio di animali avrebbe in programma un trasferimento da definire. Altri stanno valutando la situazione. In totale, sui circa 40 spazi commerciali disponibili, quelli che rimangono aperti sono davvero pochi. Secondo Francesco Testa, della società che gestisce la struttura la Fdg Consulting, «i negozi aperti sono una quindicina». Ma andando sul posto è difficile arrivare a questo numero.

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Fornace, chiudono altri negozi 4 di 13

Il negozio di abbigliamento per bambini Babablu ha apposto un polemico cartello sulla vetrina chiusa: “La cessazione dell’attività commerciale – si legge – non è dovuta a difficoltà proprie, bensì alle molteplici problematiche, del resto note, che attualmente affliggono il centro polifunzionale “La Fornace”.
Dal Sakura spiegano che «non si lavora più come all’inizio, c’è poca gente. Prima che crolli tutto in maniera irreparabile meglio trasferirsi. Abbiamo solo deciso di cambiare posto». 
Dal Ghiottopizza rincarano la dose: «Non passa nessuno, ieri abbiamo fatto scontrini per 20 euro – spiegano dalla direzione -. Tutti i negozi sono vuoti, perchè dovrebbe passare la gente, vanno tutti al cinema e alla sala giochi di sopra senza passare di qui. Dalla gestione del centro solo tante parole negli anni, tante promesse mai mantenute. Dovevamo andarcene prima».
«Il momento è difficile – aggiungono dalla direzione del ristorante Pagiro -. Dovuto a una serie di fattori, oltre la crisi anche la gestione del centro. Noi non andiamo malissimo, ma la sera in settimana non tengo più aperto, non ne vale la pena. Noi comunque non abbiamo in programma di andarcene».

Il prossimo 24 gennaio è in programma una riunione tra tutti i negozianti, affittuari e proprietari. Qualcuno ipotizza si possa chiudere tutto il primo piano, ma la gestione smentisce: «Non è all’ordine del giorno – spiega Testa -. Non diciamo cose non vere, finche ci sono negozianti aperti il piano rimane aperto».
Sono comunque evidenti le difficoltà: «Guardi questi pannelli del soffitto, sembra debbano cadere da un momento all’altro, abbiamo persino messo di bidoni della spazzatura per raccogliere l’acqua che cade – proseguono dal Ghiottopizza -. E poi vogliamo parlare delle luci spente, della scala mobile che parte solo la sera. Sono tutti disincentivi per continuare. Meno male che ce ne andiamo».

«Coloro che si lamentano sono anche quelli che per anni non hanno pagato le spese condominiali – aggiunge Testa -. C’è da sottolineare che la galleria, anche a causa dei negozi dati in permuta ai costruttori e mai aperti, non ha avuto il successo sperato. I negozi al piano terra, oltre al cinema e la sala giochi, funzionano bene e si vede. Il problema è per le strutture in galleria al primo piano. Ho chiesto più volte alla proprietà di studiare un rilancio della struttura, ma non ho ottenuto risposte».
La proprietà, la ATT srl con sede a Sarnico, oggi è in concordato preventivo. Non si sa quali azioni possano rilanciare la struttura: «Lo ripeto – insiste Testa -. Il resto del complesso funziona, sia al piano terra che la parte ludica».
Resta il fatto che ormai dal 2009, anno dell’apertura del centro, si sono anche fermati i lavori per il secondo blocco del “centro polifunzionale”, quello che, tra le altre iniziative, avrebbe dovuto ospitare anche centro di distribuzione alimentare di medie dimensioni.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Gennaio 2013
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