Per la Bcc le famiglie sono i clienti più affidabili

I furbetti del quartierino che chiedono credito producendo documenti falsi sono sempre in azione. «I clienti più affidabili sono le famiglie, solo 18 mutui per la prima casa, tra tutti quelli erogati, hanno dato problemi»

I furbetti del quartierino non hanno smesso di fare danni, continuano a produrre fatture false, dichiarazioni mendaci e documenti fantasiosi per ottenere credito dalle banche che, nella maggior parte dei casi, dovranno dire addio ai soldi erogati. Questo è uno dei motivi che potrebbero giustificare l’affermazione di Mario Draghi, presidente della Bce, secondo cui gli istituti di credito in questo periodo hanno una certa «avversione al rischio». Non è dunque un problema di liquidità. I soldi ci sono, è crollata l’affidabilità di chi li chiede.
Non bisogna inoltre dimenticare che il ricorso abusivo al credito, oltre a procurare danni a banche e risparmiatori, è un reato penale. «I furbi ci sono sempre – spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – e la fantasia non ha limiti. Ricordo che uno di questi ha dichiarato al giudice di aver ricevuto la raccomandata della banca, ma che dentro non c’era alcun documento di contestazione. E così da allora abbiamo dovuto far timbrare dall’ufficio postale anche il contenuto».
«Noi siamo più selettivi di prima – aggiunge Luca Barni, direttore della Bcc – ma non abbiamo chiuso i rubinetti, la diminuzione degli impieghi (-3% ndr) è dovuta anche a un calo del lavoro e delle commesse».
Il contesto negativo ha numeri precisi e Scazzosi li mette in fila uno dopo l’altro: «Il rapporto di Bankitalia dice che nel 2015 staremo peggio di ora, dal 2007 a oggi abbiamo perso 7 punti di pil, le procedure concorsuali sono aumentate del 91%. Nonostante tutto questo, il compito delle banche è sempre lo stesso: sostenere l’economia e dare credito».
Il problema è decidere a chi dare i soldi. Le famiglie per la Bcc si sono dimostrate molto affidabili. Tra i mutui concessi per la prima casa, ci sono stati solo 18 casi di sofferenza, un dato soprendente se si considera che l’istituto di Busto Garolfo e Buguggiate ha erogato sette mutui ogni dieci richieste, contro i cinque della media nazionale.
Barni parla di sostenibilità e meritocrazia a cui aggiunge il principio della «reciprocità di sistema», spiegando che non si tratta di un semplice do ut des (dare per avere), ma di un’economia che sia in grado di generare un vantaggio sociale per tutta la comunità. «Se chiedi un finanziamento e basta – spiega il direttore della Bcc – non funziona più. Ecco perché stiamo facendo un gran lavoro di consulenza finanziaria per le aziende in difficoltà, accompagnandole al risanamento finanziario. Noi abbiamo iniziato prima della crisi con un forte investimento nell’educazione finanziaria».
I risultati con le famiglie sono arrivati, adesso si aspettano quelli delle imprese.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 21 Gennaio 2013
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