Sigarette elettroniche, sequestri in tutta Italia

L'indagine è partita dalla Guardia di Finanza di Gallarate e dalla Procura di Busto Arsizio. Si tratta del primo corposo sequestro di congegni elettronici di questo tipo. Erano sprovvisti di certificati e marchi Ce

Si tratta del primo sequestro in Italia in questo settore, quello effettuato dalla Guardia di Finanza di Gallarate, in collaborazione con la Procura di Busto Arsizio, nelle settimane scorse. Sono circa 60 mila i kit di sigarette elettroniche tolti dal commercio in seguito alle verifiche effettuate dagli stessi militari, partendo da una serie di controlli tra i tanti negozi che vendono (tra gli altri prodotti o in esclusiva) l’oggetto che è considerato la moda del momento, la miracolosa sigaretta elettronica che promette di far smettere di fumare. I risultati dell’operazione sono stati svelati questa mattina, venerdì, nel corso di una conferenza stampa in Procura a Busto Arsizio.

Dal primo sequestro effettuato a Gallarate, a seguito di controlli proprio su questo tipo di

commercio, si è risaliti all’importatore in Piemonte. I militari sono, quindi, arrivati all’azienda che li produce situata in Cina, nel distretto di Shenzen dove vi sono numerose fabbriche di sigarette elettroniche. Le Fiamme Gialle hanno così scoperto che le certificazioni detenute dall’importatore erano del tutto false e riprodotte tramite un sito internet che metteva a disposizione modelli editabili da chiunque. Sulle stesse sigarette, inoltre, era riportato un marchio Ce fasullo. Ogni Stato europeo ha un ente di accreditamento che riconosce quali sono le società che possono rilasciare questo tipo di certificati e le stesse società devono effettuare una serie di test sul prodotto da certificare, prima di poter rilasciare i certificati.

Oltre al negozio di Gallarate e all’importatore piemontese sono stati perquisiti 130 punti vendita in tutta Italia che avevano in negozio questo tipo di prodotto. Infine un carico di sigarette atterrato all’aeroporto di Orio al Serio è stato fermato grazie alla collaborazione degli agenti della dogana dell’aeroporto. Il giro d’affari complessivo è di circa 1,5 milioni di euro e 78 sono le persone indagate.
Il comandante provinciale della Guardia di Finanza Antonio Morelli mette in guardia sui rischi: «I prodotti che abbiamo sequestrato non sono stati sottoposti a nessun tipo di controllo. Per questo non possiamo sapere se vi possono essere conseguenze negative dal loro utilizzo. Parliamo di congegni che funzionano elettronicamente e che si surriscaldano e che quindi possono provocare danni alla salute delle persone». Lo stesso procuratore della Repubblica Eugenio Fusco ha presentato una nutrita rassegna stampa di articoli sui problemi creati da questo tipo di prodotti: «Non essendo fumatore non conoscevo questa realtà – ha detto – e tra i tanti articoli mi ha colpito uno in particolare che racconta di un caso di esplosione della sigaretta».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Gennaio 2013
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