Fondazione Blini, Corrado propone il cambio di intitolazione
L'ex-consigliere comunale ci tiene a precisare che non ha nulla contro Giovanni Blini, al quale è dedicato l'ente giovanile, ma propone don Isidoro Meschi: "Serve un riferimento che unisce, altrimenti non si parte"
«Perchè non prendere atto del problema che sta alla base del funzionamento della fondazione Blini? Quel nome divide oggi come sei anni fa e il risultato è una sostanziale immobilità di questa fondazione che, invece, dovrebbe essere una risorsa per tutti i giovani». Antonello Corrado, ex-consigliere comunale ed ex-candidato sindaco con la lista Articolo 3, entra nel dibattito che si è riacceso in questi giorni attorno all’ente creato dalla Provincia di Varese e che aveva, quando è stato attivato, ben 250 mila euro di dotazione economica. Fu intitolata a Giovanni Blini, un ragazzo di Busto Arsizio scomparso prematuramente per un incidente stradale ma che lasciò il segno tra molti giovani della città fondando Comunità Giovanile dopo un’esperienza nel Fronte della Gioventù. Dalla sua scomparsa sono passati molti anni ma il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla sua provenienza politica.
Per Corrado, che pure non disconosce l’operato di Blini, è proprio questo il problema: «Se la fondazione deve essere un ente che unisce i giovani – spiega – allora bisogna fare in modo che li unisca davvero. Perchè non cambiare il nome? Perchè non intitolarla a don Isidoro Meschi e far cadere ogni pregiudizio? Ho grande rispetto per Giovanni Blini e per la sua storia, così come ce l’ho per Vittorio, suo padre, ma credo che lo stesso Giovanni farebbe un passo indietro se il suo nome fosse visto come un elemento di divisione». Corrado propone, dunque, una figura altrettanto celebre nel mondo giovanile cittadino, quella di don Isidoro del quale ricorre la morte (fu ucciso proprio per mano di uno dei suoi ragazzi della counità che aveva fondato, ndr) il prossimo 14 febbraio.
Corrado, inoltre, ci tiene a far sapere che se il nome rimarrà lo stesso non è disposto a entrare nel consiglio di amministrazione dell’ente (il suo nome circola da tempo con proposta dello stesso sindaco Farioli che presiede la fondazione): «In questo momento – conclude Corrado – la fondazione è ferma allo stesso punto di sei anni fa e questo è un delitto per i giovani di Busto e di tutta la provincia. Continuare su questa strada non porterà da nessuna parte».
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