Il Varese si scuote tardi, Verona resta tabu

I biancorossi concedono l'intero primo tempo all'Hellas che passa a condurre con Moras. Nella ripresa la squadra di Castori cresce ma il portiere nega il pareggio due volte; nel finale Rivas segna il 2-0

La maledizione del "Bentegodi", stadio in cui il Varese non ha mai vinto, si conferma anche in questo freddo sabato di febbraio: i biancorossi cedono 2-0 ai padroni di casa dell’Hellas e vedono respingere il proprio arrembaggio in classifica. In caso di successo la squadra di Castori avrebbe pressoché acciuffato i gialloblu al terzo posto, ora invece si ritrovano a sette punti dai veneti e, pur mantenendo la quarta posizione, scivolano lontano e mettono a repentaglio la disputa dei playoff.
A Verona il Varese la perde nel primo tempo: la squadra di Castori al di là del gol di Moras non riesce praticamente mai a uscire dalla propria metà campo, con le ali che non riescono a spingere, gli attaccanti che non ricevono rifornimenti e la mediana che fatica a flitrare. Quando poi il Verona comincia ad andare in debito d’ossigeno, ma siamo già nella ripresa, ecco scampoli di buon Varese, con il portiere di casa Rafael eccellente a evitare il pareggio. Ma nel finale arriva il sigillo di Rivas a chiudere i conti e, checché ne dica Castori nel dopo gara, a confermare un risultato che ci sta, almeno "ai punti" nonostante la bella reazione. Ora starà a Ebagua e compagni reagire al ko e l’occasione arriverà subito, martedì sera, quando al "Franco Ossola" arriverà il Cesena. Oggi i romagnoli hanno riposato visto il rinvio per neve della gara con l’Ascoli e arriveranno a Masnago per fare punti utili a evitare la zona playout. Gli esami non finiscono mai, men che meno con il calendario serrato della Serie B.

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COLPO D’OCCHIO – Tanta gente al "Bentegodi" nonostante un meteo poco piacevole: in riva all’Adige brucia ancora l’eliminazione dell’Hellas negli ultimi playoff, proprio per mano del Varese, e c’è anche agitazione per una squadra strafavorita, ma reduce da due sconfitte consecutive che hanno minato la panchina di Mandorlini. Anche nella curva destinata ai tifosi ospiti c’è però animazione e voglia di far bene: i pullman partiti da Varese e le auto private portano a Verona circa 600 tifosi.

CALCIO D’INIZIO – Tutto confermato in casa Varese dove Castori “sguinzaglia” Juan Antonio in attacco accanto a Ebagua, Sulle fasce inizia in panchina Zecchin che lascia spazio a Ferreira Pinto e Oduamadi; Damonte è invece preferito a Kone. Mandorlini rinuncia invece al trequartista e sposta Sgrigna in avanti, al lato sinistro di un tridente in cui trovano posto anche Carrozza e ovviamente Cacia. Due gli ex in campo: oltre all’ala salentina c’è anche Cacciatore nella posizione di terzino destro.

IL PRIMO TEMPO – Il Varese pare entrare in campo agile al punto giusto, ma l’impressione dura lo spazio di pochi minuti. Il tempo per un timido tentativo da fuori di Ferreira, poi la partita è monopolizzata dal Verona. Mandorlini sceglie di spingere sulle fascie e proprio da destra, con un tiro secco di Carrozza, arriva la prima parata (respinta di pugno) di Bressan. La difesa ospite rischia però di capitolare soprattutto al 14′: su una punizione dalla sinistra irrompe di testa Jorginho ma la sua incornata centra la traversa e rimbalza in campo a pochi centimetri dalla linea bianca. L’Hellas non si demoralizza e torna a spingere poco dopo, chiamando in causa Bressan con un gran tiro da fuori di Moras cui Juan Antonio concede troppo spazio. Pare un rischio sventato e invece è il preludio del gol: corner, il portiere varesino salva sul colpo di testa di Cacciatore ma è di nuovo Moras, ben appostato a realizzare il tap-in in diagonale con la difesa (Rea) troppo sorpresa.
La rete non scuote più di tanto il Varese che porta un solo pericolo al Verona, su azione estemporanea di Juan Antonio: tiro da fuori alla mezz’ora e deviazione decisiva in angolo di Rafael. Tirato il fiato, il Verona riparte e al 40′ ha la possibilità di raddoppiare su una punizione a due in area concessa dall’arbitro che considera retropassaggio un anticipo di Troest su Cacia (le proteste costano il giallo a Bressan e Corti). La battuta è a meno di 10 metri dalla porta ma il "muro umano" vestito di rosso permette a Damonte e Ferreira di allontanare ma le squadre vanno al riposo con un divario netto che l’1-0 rispecchia solo fino a un certo punto.

LA RIPRESA – Il copione pare lo stesso nel secondo tempo, perché nei primi 10′ di gioco sono ancora i gialloblu a manovrare, pur senza occasioni da gol (attento Bressan a uscire a terra dopo un rimpallo favorevole ad Hallfredsson). All’11’ però cambia il vento: il Varese ricama una bella combinazione in verticale, con Ebagua che pesca Ferreira solo davanti a Rafael ma il portiere dice no al brasiliano, forse precipitoso nel scegliere l’angolo di battuta. Subito dopo Mandorlini e Castori danno il via alle sostituzioni, con Oduamadi che non gradisce e se ne va imprecando negli spogliatoi. Per lui c’è Scapuzzi, che però non lascerà il segno a differenza di Rivas che rileva Carrozza.
Al 19′ ecco l’altra grande opportunità per il Varese: la guadagna Ebagua che scaraventa un sinistro potente dal limite su cui di nuovo Rafael è grandioso a rispondere.
A questo punto il Varese ci crede e mantiene a lungo il possesso palla, inserendo anche Martinetti a supportare Ebagua, leonino ma ben controllato da Moras e Maietta. Juan Antonio si congeda da una partita non esaltante con una bella girata controllata dal portiere, poi Castori si affida anche a Zecchin che però si dimostra ancora lontano dalla forma migliore. E con i biancorossi sbilanciati in avanti, ecco il raddoppio firmato da "core ‘ngrato" Rivas: azione veloce sulla destra, traversone che scavalca Ferrari con l’argentino che sbuca alle spalle di Pucino (comunque tra i migliori in campo) e firma il raddoppio che chiude i conti al 42′ della ripresa.

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Pubblicato il 23 Febbraio 2013
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