Il denaro che “infetta” l’economia sana. A Varese vale 2 miliardi

Legato a criminalità ed evasione, il riciclaggio è un fenomeno che altera il funzionamento del mercato. Alle Ville Ponti un convegno dedicato al suo contrasto. In sala anche esponenti di 5 Stelle

Una distorsione del mercato che sottrae linfa all’economia legale. In provincia di Varese si ritiene che il valore che il riciclaggio contamina potrebbe raggiungere anche i due miliardi di euro. Un volume d’affari stimato dalla Camera di Commercio sulla base dell’indicazione di Banca d’Italia secondo cui, nel nostro Paese, questa tipologia di sommerso si aggirerebbe intorno al 10 per cento del Pil. Di questo e dell’attuale normativa sull’antiriciclaggio si è discusso questo pomeriggio nel corso di un convegno promosso dalla Prefettura e organizzato alle Ville Ponti in collaborazione con l’ente camerale varesino, Banca d’Italia, Guardia di Finanza, Ordini dei Commercialisti e Consiglio Notarile. Nella Sala Napoleonica, oltre a un folto pubblico di professonisti, erano presenti anche alcuni tra i politici neoeletti al Parlamento e al Consiglio Regionale, compresi gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che per la prima volta, dopo il voto, hanno partecipato a un evento pubblico (in prima fila, nella foto sotto). 

Trasparenza e sinergia – «Il riciclaggio di denaro – ha spiegato il prefetto di Varese, Giorgio Zanzi – è intimamente connesso a fenomeni come l’evasione, la criminalità organizzata e il lavoro nero. Per contrastarli, accanto all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, è prevista anche un’attività amministrativa. La normativa antiriciclaggio coinvolge infatti anche altri soggetti, come possono essere i professionisti che durante la propria attività possono entrare in contatto con operazioni sospette o poco trasparenti». Ed è proprio la trasparenza, secondo Sergio Caramella, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Varese, una delle armi a disposizione per frenare lo sviluppo di un’economia illegale parallela: «Quando si vengono a creare delle alterazioni della concorrenza e del meccanismo di allocazione delle risorse si crea una grave minaccia per l’economia "sana". Con la tracciabilità, la riduzione dell’uso del contante e il monitoraggio delle operazioni transfrontaliere si può tenere alto il livello di guardia».

Quando il "denaro sporco" entra in banca – Oltre ai professionisti, come notai e commercialisti, anche gli operatori del sistema finanziario hanno l’interesse a vigilare sul corretto funzionamento dei mercati: «Tutte le volte che l’illegalità entra in contatto con l’economia viene spesso distrutta ricchezza – ha commentato Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano della Banca d’Italia -, La legalità è precondizione dello sviluppo economico, per questo motivo è nostro interesse garantirla. L’attuale normativa antiriciclaggio ha consentito di riavvivare l’attenzione del sistema italiano su questo fenomeno e sono stati posti dei presidi per intercettare le operazioni rischiose e potenzialmente pericolose che gli istituti provvederanno a segnalare». 

La crisi e la concorrenza "sleale" – «In un momento come questo – ha osservato il presidente della Camera di Commercio, Renato Scapolan -, segnato anche da una profonda crisi, non poter operare in condizioni di concorrenza reale per gli imprenditori onesti rappresenta un grosso dramma. Per questo motivo è interesse di tutti gli operatori mantenere alta l’attenzione su temi come questi legati alla legalità e alla garanzia della correttezza nei fenomeni economici». All’incontro hanno partecipato anche Ermanno Werthhammer, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Busto Arsizio, Maria Benedetta Bastioni dell’Unità d’Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, il comandante provinciale Antonio Morelli, il dottore commercialista Giangaetano Bellavia e il notaio Arrigo Roveda.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Marzo 2013
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