Omaggio al regista Ermanno Olmi: Premio “Chiara” alla carriera

Domenica pomeriggio al Teatro “Sociale” è stato premiato il regista de “L'albero degli Zoccoli”. I suoi film influenzati da religione, povertà e umiltà

E’ un Ermanno Olmi, emozionante e provato, quello che si presente al Teatro Sociale di Luino per ricevere il Premio “Chiara” alla carriera. Il regista ottantaduenne, intervistato da Monsignor Viganò, si è intrattenuto, con il pubblico luinese, parlando del rapporto che l’uomo ha con la natura, Dio e la Chiesa. «La nostra stupidità è inerme – spiega Olmi – davanti alla distruzione della natura». Il regista sembra quasi farsi portavoce di Papa Francesco, quando rivolgendosi agli spettatori, chiede: «Cos’è più importante, la fede o la carità? La carità ovviamente».

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La cerimonia di premiazione. La discussione tra Olmi e Monsignor Viganò entra subito nel vivo. Parlando de “Il villaggio di cartone” e de “Genesi: la creazione e il diluvio”, il regista si trova subito a suo agio affrontando il tema così delicato del rapporto che l’uomo ha con la religione. Nel delineare questa problematica eterna che contraddistingue l’uomo, Olmi si concentra anche sull’aspetto che vede l’uomo come padrone della terra. Durante la conferenza, una particolare sorpresa, agli occhi di un Olmi commosso, da parte di una delegazione di bambini della quarta elementare di Morosolo: regalano al regista un basso rilievo sul quale hanno inciso le loro emozioni dopo aver visto, con le loro maestre, “L’albero degli zoccoli”. I bambini consegnano anche un libro contenente quattro storie, scritte da loro, sulla tematica attuale dei rifiuti, e infine gli regalano anche, come simbolo della propria tradizione contadina, delle spighe di grano coltivate nell’orto della scuola elementare. A consegnare il premio al regista bergamasco è stato Guido Ruccio, marketing director di AD. Sono saliti sul palco, porgendo i loro saluti al pubblico, anche il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, quello di Busto Arsizio, Gigi Farioli, l’assessore alla cultura di Varese, Simone Longhini, e l’assessore alle infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo.

La carriera del regista. Ermanno Olmi nasce nel 1931, in un piccolo paesino bergamasco, da una famiglia contadina e profondamente cattolica. Il debutto sul grande schermo avviene nel 1959, con “Il tempo si è fermato”. Fortemente influenzato dalle origini cattoliche, povere e rurali, Olmi nei suoi film privilegia gli umili e i semplici, che spesso vivono in contatto con la natura e sono vittime di solitudine. Conquisterà i favori della critica grazie a “Il posto” (1961), “I fidanzati” (1963) e “E venne un uomo” (1965) con il celebre attore americano Rod Steiger. “L’albero degli zoccoli” (1977), considerato il suo più grande capolavoro, ha vinto numerosi premi e riconoscenze nelle più grandi kermesse cinematografiche mondiali. Dopo una lunga malattia che lo ha colpito negli anni ottanta torna alla ribalta dei media con la vittoria del Leone d’Oro grazie a “La Legenda del santo bevitore” del 1993, con protagonista Paolo Villaggio (vincitore del Premio “Chiara” l’anno scorso). I suoi ultimi capolavori sono stati: “Il mestiere delle armi” (2001), “Centochiodi” (2007) e “Il villaggio di cartone” (2011). Ermanno Olmi ha saputo raccontare le più profonde transizioni che hanno caratterizzato la storia sociale e culturale del nostro paese. Il regista, apprezzato anche come documentarista, continua a rivelare la propria poetica cinematografica attraverso un autentico senso letterario e artistico.

La storia del Premio “Chiara”. E’ stato istituito a Varese, nel 1989, da un gruppo di amici che volevano ricordare lo scrittore. Da allora, i vincitori e i partecipanti a questo Premio sono sempre stati scrittori italiani di un certo calibro, anche a livello mondiale. Riservato ai soli scrittori italiani e a quelli della Svizzera Italiana, il Premio “Chiara” ha aggiunto due sezioni nella sua storia. A partire dal 1997, il Premio alla carriera è stato consegnato, tra i tanti artisti, a Mario Rigoni Stern, a Carlo Fruttero, ad Andrea Camilleri, a Franca Valeri e a Paolo Villaggio. Dal 1998, si è aggiunta anche la sezione “giovani”: gli ambiziosi scrittori in erba, partecipando ad un concorso di scrittura, si contendono uno tra i premi culturali più importanti d’Italia. Dal 2006, si è dato avvio al “Festival del racconto”, dove in diversi mesi, attraverso una rassegna di incontri, si parla, con il contributo di artisti italiani, di cultura a 360°. In questo contesto, nel mese di ottobre a Villa Ponti (Varese), è stato consegnato il “Premio parole della musica” al cantautore emiliano, Luciano Ligabue.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2013
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