Husqvarna: “Salvare la produzione è la priorità”
Vertice in Provincia tra i sindacati e le istituzioni: «Serve un piano industriale utile al mantenimento dell’attività produttiva sul nostro territorio»
Vertice tra sindacati e istituzioni questa mattina per discutere della chiusura di Husqvarna. All’incontro, nella sede della Provincia di Varese, hanno partecipato il commissario straordinario Dario Galli, il sindaco di Biandronno Antonio Calabretta, la RSU della Husqvarna e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali. I rappresentanti dei lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno esposto nei dettagli la situazione dell’impresa e la decisione della nuova proprietà (Pierer Industries che controlla KTM) di disimpegnarsi dall’attività industriale determinando la sostanziale chiusura dello stabilimento di Cassinetta. «È stata evidenziata – si legge nella nota congiunta di Provincia di Varese, Comune di Biandronno, Rsu Husqvarna, Fim-Cisl e Fiom-Cgil Varese, Cgil e Cisl Varese – la drammaticità, dal punto di vista della tenuta sociale, della decisione assunta dalla nuova proprietà. Se venisse attuato il disegno dell’azienda, 212 lavoratori sarebbero privati dell’occupazione in un momento in cui la crisi è già fortissima e ciò comporterebbe senz’altro la condanna alla disoccupazione per moltissime famiglie».
I rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni hanno condiviso un «giudizio fortemente negativo sul carattere dell’operazione in corso. Sia per quanto riguarda la precedente gestione da parte del gruppo BMW, che a causa di una conduzione discutibile, evidenziata dai bilanci disponibili, ha penalizzato Husqvarna aggravandone le condizioni, motivo per cui BMW non può chiamarsi fuori dalla gestione di questa fase. Altrettanto negativo il giudizio espresso sulla nuova proprietà riconducibile al gruppo KTM. Su questo, nello specifico, l’operazione effettuata dal proprietario del gruppo KTM appare priva di un carattere industriale e imprenditoriale e finalizzata esclusivamente all’acquisizione di un importante marchio, configurando una forte e inaccettabile penalizzazione del territorio e del tessuto sociale varesino».
I partecipanti all’incontro hanno condiviso la richiesta di «modificare la scelta di chiusura e disimpegno intrapresa dalla proprietà di KTM. A tal fine è necessario che la nuova proprietà si impegni per sviluppare attività industriale sul territorio, oppure crei le condizioni per cui questa possa svilupparsi attraverso altri soggetti. Per intervenire con forza sull’attuale proprietà al fine di ottenere un piano industriale utile al mantenimento dell’attività produttiva sul nostro territorio, evitando l’esplosione di un’ulteriore crisi sociale, i rappresentanti sindacali e istituzionali hanno condiviso la necessità di attivare tutti i livelli, regionali e nazionali, delle sedi istituzionali coinvolte».
I rappresentanti sindacali hanno ribadito che già nell’incontro di domani 3 maggio presso la sede Univa di Varese «confermeranno la necessità di avviare una trattativa finalizzata a ottenere un piano industriale che garantisca la continuità produttiva e un piano sociale utile al sostegno dei lavoratori coinvolti».
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