Accam, Legambiente: “Per i rifiuti vale la strategia Kilometri Zero”
L'associazione commenta la decisione di Canegrate, Legnano e Gallarate: «Portare la nostra spazzatura a incenerire in altri forni lombardi è uno sbaglio grandissimo»
Riceviamo e pubblichiamo
In questi casi corre l’obbligo di "essere più realisti del re"; siccome siamo in una Repubblica, corre l’obbligo di "abbassare i toni".
La mozione promossa dai sindaci di Canegrate, Legnano e Gallarate si pone obiettivi più che giusti e condivisibili; per questo non entriamo nel merito delle scelte positive in tema di riduzione e riciclo de rifiuti. Però sbagliano nel merito della questione Accam per vari motivi. Pensano che portare la nostra spazzatura a incenerire in altri forni lombardi sia una scelta giusta: sbaglio grandissimo, supportato dal fatto che costa meno. Questa scelta si commenta da sola.
Pensano che porre localmente la problematica Rifiuti Zero debba passare dalla chiusura dell’Accam: sbagliano perché anche per i rifiuti vale la strategia Kilometri Zero.
Sbagliano perché pensano di spendere meno, a cominciando a risparmiare i 40 milioni del revamping: ammesso che questo sia possibile, chiudere Accam è un’azione che costa comunque molti soldi. Alla chiusura di Accam, i soci, cioè i comuni ed i loro sindaci, dovranno pagare molti milioni per smantellare l’impianto esistente.
Infine sbagliano a cercare una soluzione autarchica al problema: se è vero che Accam potrebbe chiudere e i suoi 27 comuni potrebbero esportare i loro rifiuti assai più lontano, in base al basso prezzo offerto da A2A, sbagliano nella loro scelta di chiudersi in casa. A2A può abbassare le se tariffe – ma per quanto tempo ? – perché è una società di capitali, quotata in Borsa e appoggiata da grandi istituzioni finanziarie. Il piccolo Consorzio Accam deve invece autofinanziarsi a tassi di interesse elevato. Però questo non è un destino intangibile: finora il revamping ha avuto prestiti di alto costo, ma in questi lunghi anni della sua gestazione ha visto scendere i tassi bancari ai minimi storici. Quindi i sindaci sbagliano perché non sono capaci di fare squadra assieme, unitamente a partiti che li appoggiano, lavorando sulla Regione e sulle due province di Varese e Milano per progettare la parità di condizioni finanziarie e di impatti ambientali.
I comuni dell’area Accam, ossia i 27 più quelli confinanti e vicini, devono poter smaltire i loro rifiuti al minore impatto ambientale possibile; questo significa lo stop ai lunghi trasferimenti su camion, come fa Varese spedendoli a Dalmine, ad esempio. Per fare questo è necessaria la collaborazione di Regione e province, per sopperire alla privatizzazione dell’incenerimento. Avremmo un consorzio pubblico in meno e il monopolio dell’incenerimento in mano ad un società quotata in borsa. Forse i sindaci di centrosinistra di Gallarate, Legnano e Canegrate farebbero meglio a non dimenticare la loro origine politica e sociale ed esserne più coerenti.
Produciamo giornalmente milioni di quintali di rifiuti non riciclabili; non è una scelta moralmente accettabile che questo fatto si può semplicemente esportare fuori, fregandosene del contesto generale. Legambiente, ovvero l’ambientalismo scientifico italiano, vi ricorda che prima di chiudere i conti e serrare la bottega è necessario controllare che tutte le voci siano considerate. Dopo, in caso di errore, sarà lampante che il danno superiore al primo malanno è stato una sciagura inenarrabile. Quindi, cari Sindaci, non siate provinciali e pensate in grande; agite localmente, pensate globalmente. Leggete tutta la storia contemporanea, non soltanto i capitoli a voi più congeniali.
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