Apre il “Liceo Internazionale” per avvicinare l’Italia all’Europa
Quattro anni di scuola, lezioni in doppia lingua ed esperienze all'estero. Sono questi i segreti del "Liceo Internazionale", una sperimentazione unica prevista in due soli istituti in tutta Italia. Uno di questi è l'Olga Fiorini
E’ un anno scolastico molto importante quello che sta per iniziare all’istituto Olga Fiorini di Busto Arsizio. La scuola, infatti, è stata selezionata -con il Collegio San Carlo di Milano- per un progetto sperimentale da parte del Ministero dell’Istruzione che «farà avvicinare le scuole italiane a quelle europee», spiega il preside Rosario Vadalà. Il nuovo progetto del "Liceo Internazionale", infatti, prevede un innovativo percorso formativo che ridurrà il tempo del liceo dai classici 5 a 4 anni «come succede in tutti i paesi europei». Il primo biennio sarà comune a tutti gli studenti mentre solo dal terzo anno si potrà scegliere la propria specializzazione tra le varie offerte dell’istituto. In questo modo «il ragazzo sceglierà il proprio percorso di studi a 16 anni e non più a 14, appena finita la scuola media». Ciò che è fondamentale per il preside però «non è la semplice riduzione di tempo, ma quello che si mette nei programmi della scuola» e, infatti, l’impegno che richiederà liceo non sarà certo blando: lezioni in lingua doppia, stage ed esperienze all’estero e 34 ore di lezione alla settimana. Dopo i 4 anni di scuola gli studenti sosterranno l’esame di maturità e poi potranno scegliere qualunque indirizzo universitario con un anno di anticipo sugli altri studenti.
«L’educazione è la prima emergenza del nostro Paese -commenta l’assessore Claudio Fantinati- e quindi è molto importante che la scuola si muova accelerando la sua capacità di cambiamento». Anche il sindaco Gigi Farioli è entusiasta della sperimentazione. «Busto conferma oggi di essere al centro del sistema educativo della Lombardia -spiega il Primo Cittadino- e dell’Italia intera». Secondo il sindaco è necessario «adattarsi alla sfida che il nostro sistema educativo sta affrontando» tenendo però ben presente che «i giovani devono aprirsi al mondo tenendo ben presenti le proprie radici».
Accogliere questa sfida, però, non sarà facile almeno per questo primo anno scolastico di sperimentazione. Il via libera da parte del Ministero, infatti, è arrivato l’8 agosto e in queste settimane l’istituto sta correndo per trovare ragazzi -almeno una decina- disposti a partecipare a questa esperienza unica in Italia. Per maggiori informazioni il riferimento è quello di Acof.
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