Chiude il tribunale, processi trasferiti a Legnano e Busto
Diventato esecutivo il provvedimento della spending review voluto dal governo Monti. Rimangono operativi i tre giudici di pace fino ad aprile. Il sindaco: “Stiamo valutando altre soluzioni”
Chiuso definitivamente il tribunale di Saronno. La decisione presa dal governo Monti per la spending review nazionale, è diventata quindi operativa la scorsa settimana. Il palazzo di giustizia funzionerà quindi a metà: al primo piano, dove c’era il tribunale, ci sono oggi solo uffici vuoti con i processi che sono stati trasferiti ai tribunali di Busto e Legnano. Al piano terra l’edificio rimane ancora in funzione grazie ai tre giudici di pace.
Ormai non si può più fare nulla per salvare il tribunale cittadino. Anche il sindaco Luciano Porro è amareggiato: «Ci siamo mossi subito e con tutti i mezzi del caso, rispedisco al mittente le accuse di immobilismo arrivate da politici di professione e politicanti, invece credo che qualcuno con incarichi “internazionali” avrebbe potuto fare qualcosa di più invece di limitarsi ad alzare il tiro nelle ultime ore».
«Chiudere la sezione cittadina e smembrarla tra Legnano e Busto Arsizio è stata una scelta illogica che penalizza i nostri concittadini che si devono sopportare una trasferta e i problemi del sovraffollamento quando in città c’è una struttura creata ad hoc – prosegue il primo cittadino -. Abbiamo chiesto un incontro al presidente del tribunale. Nel frattempo abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di valutare cosa possiamo fare».
Qualche possibilità in più sembra esserci solo se si trova un accordo coi comuni limitrofi: «Per mantenere il tribunale e il giudice di pace, a cui manca anche il personale, costerà 100 mila euro l’anno. Al più presto contatteremo i comuni della zona per valutare come ripartire la spesa. Noi come comune capofila siamo anche pronti a distaccare del personale. Certo è che il giudice di pace resterà fino ad aprile e poi pare inevitabile il trasferimento a Busto Arsizio».
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