La Cina è più vicina

Alla sua scoperta, per ragioni di business e relazioni, è andata una delegazione qualificata di imprese varesine: una ventina di aziende che dal 19 al 26 ottobre sono andate a Shangai, Pechino e Tianjin

Da oggi la Cina è meno lontana da Varese.
Alla sua scoperta, per ragioni di business e relazioni, è andata una delegazione qualificata di imprese varesine: una ventina di aziende che dal 19 al 26 ottobre sono andate a Shangai, Pechino e Tianjin.

L’iniziativa è stata organizzata e guidata dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. «Siamo andati con Camera di commercio e Confartigianato imprese – ha raccontato Giovanni Brugnoli, presidente di Univa – portando realtà di due importanti settori: tessile e meccanico. Con noi anche l’Università Liuc per continuare un percorso di forte internazionalizzazione dell’ateneo. Abbiamo fatto visita in tre stabilimenti e in particolare alla Imf e alla Goglio, due realtà varesine che hanno una presenza produttiva in Cina. Il bilancio degli incontri e della partecipazione a un evento
fieristico è molto positivo. Ora stiamo ragionando sulle prossime tappe che probabilmente saranno la Turchia e la Polonia».

LE IMPRESE PARTECIPANTI E I LUOGHI VISITATI

Una missione molto concreta e di cui è stato protagonista diretto anche Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese di Varese. «Il risultato importante è aver scoperto che, grazie alla filiera, anche le aziende artigiane possono lavorare per la Cina. Abbiamo operato bene insieme e questa ritrovata collaborazione tra le nostre realtà potrà portare risultati tangibili e concreti per tutte le nostre imprese. Il prossimo passo sarà quello di sviluppare con queste una maggiore relazione per poter beneficiare delle opportunità».

Gli uffici Ice hanno collaborato con grande professionalità e sono stati incontrati i dirigenti delle varie sedi locali. La presenza dell’Italia è numericamente molto inferiore a quella di altri paesi
europei. «Il nuovo clima di collaborazione tra noi è le associazioni è fondante per il sistema produttivo – Renato Scapolan, presidente della Camera di commercio, ha esordito così nel suo intervento – Siamo intervenuti volentieri perché l’internazionalizzazione è importantissima per
l’economia anche delle nostre imprese. Noi, con il nostro collaboratore Enrico Argentiero, ci siamo dedicati prevalentemente ad Expo prendendo contatti e stringendo relazioni con operatori cinesi. La missione in Cina è stata l’inizio di un percorso che sosterremo in modo forte perché la filiera possa trarre tutti i vantaggi dall’internazionalizzazione».

La Imf di Luino con la Goglio e la Suzhou China Dragon Textile è stata una delle tappe in Cina. «Noi siamo in quel mercato da 25 anni – spiega Gabriele Galante della Imf – sono contento che questa nostra missione sia stata anche del territorio, e che ci sia stata riconosciuta la nostra professionalità dagli interlocutori cinesi. Chi di noi ha fatto un pezzo di strada deve mettere a disposizione la propria competenza, perché se va bene il territorio vanno bene le aziende. La piccola e media impresa hanno bisogno degli artigiani e abbiamo fatto un buon lavoro insieme in Cina. Le istituzioni per l’internazionalizzazione funzionano bene, ma bisogna saperle usare perché possono aiutare molto gli imprenditori».

La missione ha messo in evidenza il valore delle sinergie tra le diverse tipologie di imprese: «Ora – ha detto Brugnoli – dobbiamo saper comunicare e stimolare le nostre imprese perché si possano
avviare precise collaborazioni con la Cina». Ernst Erik della Cisam – costruzioni italosvizzera è
stato uno dei quaranta partecipanti. «Abbiamo già avuto riscontri concreti, ma dobbiamo sapere che non sarà semplice seguire questo mercato. È importante avere una presenza continua. Un’azione precisa potrebbe essere quella di avere sgravi per collaboratori che lavorino prevalentemente all’estero».

La missione all’inizio doveva prevedere anche una presenza del settore alimentare. «Per motivi contingenti – ha spiegato Vittorio Gandini, direttore di Univa – questa volta abbiamo dovuto ridurre al tessile e meccanico. Occorre tener conto che il Made in Italy per noi significa la capacità di lavorare in un certo modo che si distingue per qualità e professionalità». Comunque, la promozione del territorio passa dalle eccellenze dei nostri prodotti. «Se noi raccontiamo che costruiamo elicotteri – ha detto Galante – questa non è solo immagine, ma significa che saremo capaci anche di lavorare il ferro».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Ottobre 2013
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