Villa Mylius, ecco perchè il Pd è critico
Interviene il vicecapogruppo Luca Conte, spiegando le perplessità dell'opposizione
Riceviamo e pubblichiamo
Non senza stupore, apprendiamo dalla stampa dell’improvvisa accelerazione in merito al futuro di
Villa Mylius.
In attesa che venga evasa la nostra richiesta di accesso agli atti, tempestivamente presentata, e sia messa anche a nostra disposizione la documentazione di dettaglio sull’intervento previsto, ci permettiamo di sollevare alcune perplessità suscitate dalle informazioni ad oggi trapelate.
Siamo innanzitutto stupiti dallo scarso (o per meglio dire nullo) coinvolgimento del Consiglio comunale e della città su una decisione che, per ambizione ed investimento, si configura come una degli interventi di maggior rilievo degli ultimi anni per la città.
Ancora oggi, quando la decisione appare ormai come definita e villa Mylius viene riportata
perfino sul sito della Fondazione Gualtiero Marchesi, rimane tuttavia oscura e vaga la prossima
destinazione del complesso, la sua accessibilità al pubblico, le finalità della convenzione, le ricadute
occupazionali e non sulla città, il progetto culturale a sostegno della convenzione, i rapporti tra la
supposta Accademia musicale ed il Civico liceo musicale, le dimensioni e il ruolo della Scuola di
alta cucina, i tempi di realizzazione ed i legami con Expo 2015.
Fare chiarezza su questi punti appare un dovere prioritario, così come prioritario ci sembra precisare
dove il Comune di Varese intenda attingere per reperire i 500.000 euro previsti quale contributo
comunale. Da dove questi soldi saranno sottratti all’interno di un bilancio tanto in sofferenza? Dalle
strade, dalle scuole o dalle aree verdi? Ed un investimento di tale rilevanza non impedirà di eseguire
altre spese in conto capitale, onde rispettare il saldo obiettivo del Patto di stabilità? Il Comune di
Varese ritiene dunque improvvisamente prioritario questo rispetto agli altri progetti del programma
Fontana quali il teatro, per il quale sono già stati spesi 2,8 milioni di euro per l’acquisto della poi
inutilizzata ex Caserma Garibaldi?
Domande non secondarie né marginali, cui chiediamo a questa Amministrazione di rispondere con chiarezza e trasparenza.Chiarezza e trasparenza sono necessari quando si chiede alla città di privarsi, per 35 anni, di un proprio bene prestigioso, quando si investono 2,5 milioni di euro di soldi pubblici, quando si appoggia un progetto onde ottenere 2,5 milioni di euro da quel bando sugli interventi emblematici della Fondazione Cariplo, che solo fra 6 anni potrà tornare a premiare Varese.
Fino a che le risposte non giungeranno le nostre perplessità rimarranno vive non per cieca opposizione, ma per attenta amministrazione.
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