Metti una domenica in Valcuvia a barattare
Torna la moda dello scambio, tra piccole iniziative sul territorio e “settimane del baratto”. Una gita fuoiriporta si trasforma in un'occasione per fare piccoli affari
Vi ricordate il baratto? Uno scambio magari di cose usate contro altri oggetti che ci servono?
Bene. C’è un posto in Valcuvia dove questo avviene, come al circolo “Il Farina”. Domenica
scorsa, infatti con vestiti, scarpe e accessori, ognuno con il proprio contributo ha reso unico
l’evento “Non lo metto, lo baratto”, che si ripeterà, a partire da aprile, ogni seconda domenica
del mese.
Quante cose accumuliamo, nel corso degli anni, nei nostri guardaroba: vestiti non indossati da
tempo ma che lo stesso teniamo lì, confinati negli angoli più remoti dei nostri armadi.
Forse in attesa di perdere qualche chilo, o sperando che quel colore torni di moda.
Eppure prima o poi ci stanchiamo: in fondo, quello spazio potremmo sfruttarlo meglio!
Dunque, come ci insegna l’ormai radicata cultura dell’usa e getta, non ci rimane che buttarli.
Ma è proprio così? Perché non usarli invece come… merce di scambio?
Diverse a livello nazionale le iniziative basate su quest’economia secondaria, che non ha bisogno del denaro per sussistere. Con un po’ di fantasia, si può scambiare di tutto: persino dei viaggi. È ciò che ha proposto ad esempio la “settimana del baratto” durante la sua quinta edizione, avvenuta lo scorso novembre. 
Nel corso della settimana, bed and breakfast sparsi su tutto il territorio nazionale hanno offerto un soggiorno nelle proprie strutture in cambio di beni o servizi di diverso tipo, indicati dai gestori nella “lista dei desideri” online.
Per ora, in Valcuvia si inizia dai vestiti. Si entra con un maglione e si esce con un paio di scarpe. I primi risultati sono incoraggianti, le persone soddisfatte. Il lavoro che c’è dietro, nato
da un’idea di Simona, l’organizzatrice, è ripagato dal clima festoso e di solidarietà.
Una giornata educativa oltre che divertente, per tutte le età. Tanti i bambini, che hanno
appreso facilmente il concetto: “Mamma, ma se porto qualcosa di mio posso prendere quelle
scarpe gialle?”. Dedicato a loro, un piccolo laboratorio per la preparazione del pane.
Forse è proprio con le piccole iniziative che cambia il modo di pensare.
E forse è proprio ciò di cui abbiamo bisogno.
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