Il sindaco di Brunello ringrazia e cede il posto
Dopo vent'anni Giuseppe Ghiringhelli ha deciso di non ricandidarsi: "Ho dato tutto, ora si faccia avanti qualcun altro". E fa un bilancio: positivo
Se vent’anni vi sembrano pochi…A lui Giuseppe Ghiringhelli, 50 anni portati bene, oggi, sembrano un’eternità. Prima vicesindaco e poi sindaco di Brunello è da almeno vent’anni che si occupa di politica nel piccolo comune in cui, tra l’altro, oggi non abita più. Questo è per lui è l’ultimo mandato come sindaco e non ha (“a meno di una proposta irrinunciabile”) nessuna intenzione di ripensarci.
“Sono soddisfatto di quel che ho fatto in questi anni – esordisce Giuseppe Ghiringhelli – adesso è ora di passare il testimone a qualcun altro. Io voglio occuparmi del mio lavoro e della mia famiglia. Ho donato molto tempo e molta passione alla politica perché ci credevo e ancora ci credo, ma adesso sento di aver esaurito l’energia”.
E cosa succederà adesso? “Non so, spero si facciano avanti forze nuove. La nostra era una lista civica quindi non dovrebbe essere difficile trovare chi condivide le nostre idee e i nostri programmi. L’idea di fondo è poi una e semplice: rivitalizzare il paese, che altrimenti rischia di morire. Com’è possibile? Semplice rilanciando i servizi e cercando la collaborazione dei comuni che confinano con noi ad esempio quello di Azzate. Con la nuova amministrazione azzatese ci sentiamo in sintonia, qualcosa siamo certi si potrà costruire”.
Si parla di gestione associata di servizi, istruzione, pianificazione e uffici tecnici. “Non solo si può, ma si deve fare. Brunello ci guadagna in termini di riqualificazione gli altri risparmiano e condividono quel che noi abbiamo da offrire. Penso ad esempio all’oratorio: è un luogo bellissimo in mezzo al verde”.
Ma la vera spina nel fianco riguarda il nido e la scuola . “Il nido, che era davvero un’eccellenza del territorio, ha chiuso per ragioni di costi; stesso problema con le scuole: i nostri bambini oggi devono prendere lo scuolabus ed andare ad Azzate o a Sant’Alessandro. Non è un dramma, ma noi abbiamo bisogno che i giovani restino qui, che trovino una ragione per restare a Brunello. Il nostro obiettivo era e resta quello di non rendere Brunello un paese di “passaggio” o peggio un paese dormitorio. Io ho sempre puntato molto sulla collaborazione con le altre amministrazioni: credo che questa sia la strada giusta. Spero che chi verrà dopo di me continui il percorso iniziato. Brunello ha bisogno di guardare avanti”
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