Il parchetto è mio e lo rifaccio io!
Bella iniziativa sabato pomeriggio in via Acquadro: l'amministrazione ha "convocato" i ragazzi che frequentano il parco, i vicini e tutti gli azzatesi e ha chiesto di pensare a un progetto per far rinascere uno spazio ormai quasi abbandonato
Un parchetto un po’ isolato, considerato di "serie B" visto che la gara è con il Belvedere di Azzate. Eppure il verde c’è, le panchine e i giochini per bambini pure, e c’è anche un campo da basket.
Ma con il tempo i canestri si sono rotti, sui giochini sono comparse scritte che per fortuna i bimbetti non riescono a leggere e sulle panchine si trovano più adolescenti che mamme con il passeggino.
Cosa fare per restituire "alla vita" il parco delle Poste? Ci ha pensato l’Amministrazione Comunale che ha ripreso, in realtà, un vecchio progetto ma poco importa di chi sia la firma quel che conta è il risultato. Ha messo intorno a tre tavoli, letteralmente, i ragazzi che frequentano il parchetto,gli abitanti delle case confinanti e i cittadini di Azzate e ha chiesto loro cosa si potrebbe fare per migliorare estetica, sicurezza, e mettere insieme "bambini, ragazzi e adulti". Il tutto "condito" da pizze e bibite. Insomma, a voler ben vedere, un primo passo è già stato fatto.
Sui fogli incollati ai tavoli sono spuntati idee e progetti (anche quello di realizzare le montagne russe e abolire le bestemmie) e certo bisognerà fare il punto della situazione, ma senz’altro qualcosa si potrà fare, a partire dall’integrazione tra ragazzi e adulti che non è mai cosa semplice. Mediatori tra i vari gruppi il sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi, Lucia Marangon, assessore ai servizi alla Persona e Nicola Tucci, presidente della Pro Loco. Ma anche la Polizia Locale (spesso "invocata" dai vicini, almeno con il pensiero) era presente con il comandante Gaspare Ancona.
Le buone intenzioni ci sono, adesso tocca rimboccarsi le maniche.
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