In posa contro il degrado della scuola, protagonisti i bambini
Un progetto di riqualificazione, denunciato con un reportage fotografico dagli studenti, interesserà le scuole Ada Negri e sarà realizzato grazie al lavoro dei genitori e alla creatività degli alunni. E intanto le insegnati tornano a chiedere al comune: “Dateci il prato di fianco alla scuola"
Ci entrano tutti i giorni, ci passano gran parte delle proprie giornate e a vederla così proprio non ce la fanno più. E’ questo il motivo alla base dell’iniziativa che la classe 4°D delle scuole elementari Ada Negri ha sviluppato nel corso di tutto l’anno per sognare come come rivalorizzare la propria scuola. «I bambini hanno avvertito la necessità di fare qualcosa per il luogo nel quale passano 8 ore al giorno» spiega la maestra Palmira Balestreri, ideatrice di questo progetto. I "piccoli architetti" hanno lavorato tutto l’anno per pensare cosa fare dal momento che «dentro è bella e colorata, fuori grigia e disastrata». Questa è proprio una delle strofe della filastrocca che gli studenti hanno realizzato e diffuso, corredandola anche da una ricca documentazione fotografica. «Dove i tempi burocratici sono troppo lunghi, si attivano alunni, insegnanti e genitori» spiega la maestra presentanto il progetto durante la festa di fine anno: «Quello che serve semplicemente si limiterebbe alla ristrutturazione dei muri in stato di degrado (con l’aggiunta di colorati murales ideati dai ragazzi) e la riqualificazione di due piccole aree verdi che verrebbero adibite l’una ad orto e l’altra a prato». Tra l’altro per questi lavori hanno offerto la loro disponibilità due volontari: un papà (Christian Moscato) e un nonno (Alfredo Cerutti) che si occuperanno rispettivamente delle opere di muratura e del giardinaggio «ma almeno per i materiali dovremmo trovare qualche risorsa».
Oltre al recupero del cortile, però, gli "architetti in erba" si sono fatti portavoce di un ulteriore ed importante problema: vivino alla scuola, nell’edificio che appartiene al Centro Socio Educativo, esiste una grande area verde che non viene utilizzata dai disabili ma è destitnata solo a punto di ritrovo per l’evacuazione dagli alunni in casi di emergenza. «Quel prato per noi sarebbe ideale -spiega la maestra- ci potremmo fare lezione e giocare». Il problema? «L’area non è delimitata e l’unica recinzione presente è la cancellata che divide la scuola dal Centro» e proprio per questo motivo gli alunni non possono accedere in quella zona. «Sono anni che chiediamo di consegnarci il prato -continua la docente- ma solo recentemente pare che qualcosa si sia mosso». Il vicesindaco Giampiero Reguzzoni ha infatti incontrato la coordinatrice dell’istituto, la maestra Gabriella Crespi, garantendo che la recinzione sarà fatta a breve.
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