A Varese il Centro Beccaria compie 50 anni e guarda al futuro tra prevenzione, tecnologia e comunità

Da un piccolo laboratorio nel cuore di Varese a una realtà che oggi segue oltre 200mila pazienti all’anno: il Gruppo Beccaria fa un bilancio dei primi 50 anni di attività e guarda al futuro

Cinquanta anni di storia sanitaria, ma anche un pezzo di storia della città. Il Centro Polispecialistico Beccaria celebra nel 2026 il suo cinquantesimo anniversario: un percorso iniziato nel 1976 da un’idea familiare e cresciuto fino a diventare una realtà sanitaria di riferimento per Varese e il territorio, senza perdere il legame con le sue radici.

La storia del gruppo nasce in modo semplice, quasi domestico. «Tutto è iniziato in un appartamento sopra l’attuale Buosi», ricorda Claudio Pucci, amministratore delegato del Gruppo Beccaria. Un progetto avviato grazie all’intuizione di suo padre, Remo Pucci, e due colleghi Bruno Calegari e Graziano Azzimonti che avevano immaginato una struttura capace di offrire servizi sanitari innovativi per l’epoca.

Da quel primo laboratorio in piazza Beccaria è iniziato un percorso che, negli anni, ha accompagnato l’evoluzione della sanità e i bisogni di salute della comunità di riferimento.

Una crescita che racconta il territorio

Il cammino del Beccaria è scandito da tappe che raccontano anche l’evoluzione della città e della sanità locale. Dopo la nascita nel 1976, negli anni Ottanta il laboratorio viene ampliato e nel 1991 arriva la sede di via Indipendenza. Nel 1997 nasce il centro polispecialistico di via Crispi, segnando un primo grande passo verso un modello sanitario integrato.

Nel 2009 viene introdotta la diagnostica per immagini, nel 2016 apre il nuovo centro a Casbeno, seguito dal padiglione 2 nel 2018. Negli anni più recenti il gruppo ha continuato ad espandersi con il poliambulatorio Beccaria Lago nel 2020, la succursale in Svizzera nel 2021 e la sede di Bobbiate nel 2022. Nel 2024 è stato inaugurato il padiglione centrale.

Un percorso di crescita che oggi si traduce in numeri significativi: oltre 200mila pazienti all’anno, 250 collaboratori, più di 50 branche specialistiche, circa 65mila visite specialistiche e 60mila esami diagnostici ogni anno.

Il laboratorio interno automatizzato processa oltre 1,1 milioni di esami l’anno, all’interno di una struttura che si sviluppa su circa 5mila metri quadrati tra i tre padiglioni di via Marrone a Casbeno e la sede di Bobbiate.

Un’impresa che resta famiglia

Nonostante la crescita, il carattere familiare del gruppo è rimasto uno degli elementi distintivi. Il Beccaria continua a rappresentare una realtà profondamente legata alla comunità locale, nata a Varese e cresciuta insieme al suo territorio.

«È una famiglia di Varese che ha costruito qualcosa di eccezionale», ha commentato il direttore sanitario Giulio Clerici, evidenziando come il valore della struttura stia proprio nella capacità di offrire un approccio completo e multidisciplinare al paziente.

Tra i settori che negli anni hanno registrato una crescita significativa c’è anche quello della medicina sportiva, oggi uno dei fiori all’occhiello del centro. «Una volta si facevano gli esami del sangue al dispensario –  ha raccontato Aldo Ossola, ex giocatore dell’Ignis Varese raccontando che, ai suoi tempi, si giocava anche in condizioni non del tutto perfette: «Poi è arrivata una maggiore professionalità e oggi vediamo un’ulteriore evoluzione».

Dalla cura della malattia al benessere della persona

Il Beccaria ha accompagnato negli anni anche il cambiamento del concetto stesso di salute: «Oggi – ha sottolineato ancora Claudio Pucci –  non si parla più solo di cura della malattia ma di benessere complessivo della persona. L’evoluzione della sanità si muove in questa direzione: maggiore attenzione alla prevenzione, gestione delle cronicità e nuove tecnologie. Anche l’impatto della digitalizzazione sta cambiando il modo di organizzare i servizi sanitari, tra telemedicina e gestione dei dati».

Le sfide sono importanti, anche perché i dati indicano che si vive più a lungo ma non sempre meglio: in Italia già a 55 anni circa il 50% delle persone convive con almeno una patologia cronica, percentuale che arriva al 90% dopo i 75 anni. L’aspettativa di vita in buona salute si attesta intorno ai 58 anni, mentre quella senza limitazioni nelle attività arriva a circa 65 anni.

Il ruolo nella comunità

Nel corso degli anni il gruppo ha dimostrato di voler essere presente nei momenti più delicati:«Durante la pandemia – ha raccontato l’amministratore delegato – potevamo scegliere se stare in disparte o mettere le nostre competenze e professionalità  al servizio della collettività. Così abbiamo aperto il centro per fare le radiografie e poi abbiamo investito in tecnologia per effettuare i tamponi perchè immaginavamo che quello sarebbe stata un’esigenza importante per il ritorno alla normalità».

Un impegno che riflette la filosofia con cui il gruppo guarda alla sanità: non solo servizi, ma un ruolo attivo nella vita della comunità.

Guardando ai prossimi cinquant’anni

Se i primi cinquant’anni hanno raccontato una storia di crescita costante, il futuro si apre con nuove sfide. L’obiettivo è continuare a investire in prevenzione, innovazione, tecnologia e ricerca, accompagnando i cambiamenti della sanità e della società.

«Ora dobbiamo inventarci i prossimi cinquant’anni – ha detto Claudio Pucci – Dobbiamo continuare a investire e crescere, perché crediamo nel valore della salute e nel nostro ruolo sul territorio».

Un territorio che il gruppo sente profondamente proprio. «La Tre Valli passa dove abbiamo le nostre sedi», ha ricordato Pucci, sottolineando il legame con Varese e con la sua comunità.

Da quell’appartamento sopra piazza Beccaria a una rete sanitaria articolata e innovativa: una storia familiare che, mezzo secolo dopo, continua a intrecciarsi con quella della città e dei suoi cittadini. E che guarda ai prossimi cinquant’anni con la stessa ambizione con cui tutto è iniziato.

Il Centro Beccaria di Varese si prepara a festeggiare 50 anni di storia: un percorso di eccellenza, innovazione e fiducia al servizio dei pazienti

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Pubblicato il 10 Marzo 2026
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