Per riparare, ci vuole stile

Porsche, Ferrari, Maserati, Bmw, quelle che ha riparato Graziano Premoli le ricorda tutte. La sua carrozzeria è un punto di riferimento per amatori e i collezionisti.

Entrando nell’autocarrozzeria Premoli di Cantello, non si ha l’impressione di entrare in un’officina, ma in un laboratorio. Nella sala d’attesa le foto di automobili dal valore inestimabile fanno bella mostra di se, brillanti come gioielli. Sui ponti le macchine danneggiate aspettano di essere riparate dalle sapienti mani di un carrozziere che ha trasformato il suo lavoro in una scienza.

Graziano Premoli quando ha iniziato la sua attività?
Nel 1996. Era una piccola attività. Il mio sogno è sempre stato quello di avere un’attività in proprio, una carrozzeria. Poi man mano le cose sono migliorate, siamo cresciuti e dopo varie vicissitudini siamo arrivati a ingrandirci sempre di più, dotandoci di attrezzature all’avanguardia.

Cambia la struttura, ma non il suo modo di riparare…
Il mio obbiettivo è sempre stato quello di non far capire che la macchina è stata riparata.
Nella mia professione la cosa più bella che può succedere è quella di sentir dire dal cliente: «Non riesco a capire dove è stata riparata».

La sua carrozzeria sembra un laboratorio, tutto ordinato, tutto pulito. Quanto conta nel risultato finale del lavoro?
Diciamo che l’ordine fa parte della mia cultura, di ciò che sono e di quello che mi è stato insegnato. Ho avuto la fortuna di frequentare delle persone che mi hanno insegnato a essere ordinato e preciso nel lavoro. Queste persone fanno parte della mia vita. Non posso dimenticare il mio primo lavoro in officina, quando avevo undici anni.

Oggi quanti collaboratori ha?
Attualmente siamo in otto. Eravamo dieci ma anche da noi la crisi si è sentita e siamo stati costretti a ridurre l’organico.

La sua autocarrozzeria è un’eccellenza. Da lei vengono collezionisti e amatori, con macchine esclusive e preziose. Qual è stato il percorso che le ha fatto raggiungere questo livello?
Nel 2003 abbiamo ottenuto la certificazione Iso, un percorso iniziato tre anni prima che si è rivelato molto importante. Noi avevamo un’ideologia, un metodo, un sistema di lavoro e la certificazione ha dato un tocco in più dal punto di vista organizzativo.

Oggi con chi lavorate di più?
Siamo una carrozzeria certificata Porsche, periodicamente seguiamo i corsi organizzati a Stoccarda e a Ludwigsburg, dove Porsche ha il suo centro di preparazione e studi. Prima ancora, nel 2004, abbiamo ottenuto una certificazione Bmw per la riparazione dell’alluminio. Questi risultati ci hanno spinto a investire in attrezzature particolari, proprio perché i nostri clienti richiedono il massimo della preparazione.

E nel restauro d’auto d’epoca qual è stata la sua più grande soddisfazione?
Ce ne sono state tante. Posso dire che me le ricordo tutte; macchine che sono state smontate completamente e ricostruite. Le ricordo perfettamente, sono affezionato un po’ a tutte.
Un ricordo particolare meritano la Ferrari 250 Monza Scaglietti e la Maserati 250S di Manuel Fangio. Un’altra soddisfazione l’ho avuta con un Porsche 911 del 1974, un turbo prima serie che a mia insaputa, è andata al concorso eleganza di Parigi, e ha vinto il primo premio. Alla fine il cliente me lo fa sapere ed è stata una cosa molto piacevole.

Veramente impressionante…
(Sorride ndr.) Per il resto, nelle riparazioni, cerchiamo sempre di dare il massimo dell’impegno. Devo dire che sono circondato da collaboratori ai quali so benissimo di chiedere sempre cento, sono fatto così, ma sono sempre seguito da loro e li ringrazio perché mi seguono in questa mia idea, in questo mio stile di riparare.

La sua attività ha risentito della stretta creditizia?
Purtroppo non si può dire che oggi il sistema bancario ci stia aiutando molto. Il costo del denaro è molto alto, per cui io dico, fare un debito per pagare il debito significa aumentare il primo debito. Io sto dando del lavoro a otto persone, cercando di tenere in piedi la mia azienda, ma la crisi porta a una diminuzione del lavoro. In Lombardia si ha una media del 50% in meno dei sinistri, per cui il lavoro può venire a mancare. Inoltre, lo dico fuori dai denti, le compagnie di assicurazioni pagano dopo i trenta giorni, al contrario di quello che dicono, a fronte del pagamento delle fatture ai fornitori e di tutti gli stipendi.

A proposito di assicurazioni, lei ha qualche convenzione?
Non l’ho mai ritenuta un’opportunità. Le convenzioni assicurative sono dei vincoli e io, oltre alla qualità, ho sempre cercato di rispettare la libera scelta del cliente di andare a riparare la sua macchina dove ha la massima stima e la massima fiducia. Una delle cose su cui non è possibile risparmiare è la sicurezza. Il cliente deve avere la certezza che la macchina una volta uscita dall’officina abbia una riparazione fatta a regola d’arte, secondo la famosa legge 122 sulle autoriparazioni.

Come vede il futuro?
Di solito sono un ottimista. Ho cercato di portare avanti la mia attività sul discorso della qualità, perché sono convinto che la qualità paga. Dico sempre ai miei dipendenti, resistiamo perché è la strada giusta.

Confartigianato Imprese Varese

Autocarrozzeria Premoli S.R.L.
Via Varese, 15
21050 Cantello
Tel.: (+39) 0332417480

 

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

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Pubblicato il 15 Maggio 2014
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