Torna il pranzo solidale al ristorante Postporta
L’iniziativa per persone in difficoltà è organizzata con la collaborazione dei Servizi Sociali del Comune e del Comitato gallaratese della Croce Rossa. Una sessantina i coperti
Si svolgerà sabato 28 giugno, dalle 12.00, la terza edizione del pranzo solidale organizzato dal Ristorante Postporta di Gallarate. I Servizi Sociali del Comune e il comitato locale della Croce Rossa hanno individuato e avvisato i cittadini in difficoltà che parteciperanno alla festa. Sono attesi circa sessanta commensali che potranno gustare un menu completo, dall’antipasto al dolce: focacce ai pomodorini, rosmarino e olive; prosciutto crudo di Langhirano, capocollo al pepe, salame di felino, salsiccia stagionata, crostino di lardo rosato alle erbe, lonzino stagionato alla senape, melone, formaggi di montagna e verdurine agrodolci; risotto alle punte di asparagi freschi e fonduta di Castelmagno; carrè di maialino, patate al forno, insalata croccante con olio e aceto balsamico; cucchiaiata del Postporta, caffè e sfera di cioccolato ripieno di sorprese. Massimiliano Festa e Marilena Broggi, titolari del Postporta, ribadiscono le ragioni dell’iniziativa: «Siamo alla terza edizione ma le motivazioni non cambiano: vogliamo dare un segno di solidarietà e regalare un momento piacevole a persone che si trovano in situazioni difficili. Con la collaborazione del personale, che lavorerà gratis. In pratica il pranzo solidale è un’esperienza di volontariato condivisa da tutto lo staff». «Ormai l’appuntamento al Postporta crea una certa aspettativa, – commenta l’assessora ai Servizi Sociali, Margherita Silvestrini – segno che la cura messa nell’accoglienza e nella preparazione dei piatti hanno colto nel segno. Un impegno che può caricarsi di valore educativo». «In effetti – conclude il commissario della Cri, Mirto Crosta, – i commensali vivono un momento di festa ma toccano anche con mano il risultato di un lavoro scrupoloso, tutt’altro che scontato e in grado di creare nuove relazioni sociali. Un messaggio tutt’altro che scontato per persone che spesso vivono ai margini e considerano immutabile la loro condizione».
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