Contestate altre rapine al bandito col vizio del videopoker
L'uomo era stato arrestato lo scorso 4 agosto a Rimini dopo aver rapinato la farmacia SS Apostoli. Ora gli investigatori sono convinti si tratti dello stesso che ha colpito altre tre volte a Legnano, Busto e Cassano
La rapina della farmacia “SS. Apostoli” di via Genova con un bottino da 2500 euro interamente speso ai videopoker, è stata solo l’ultima di una lunga serie. A M.O., bustocco di 35 anni fermato il 4 agosto scorso in un albergo di Rimini dalla Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Busto Arsizio, in collaborazione con la Squadra Mobile di Rimini, sono ora contestate altre tre rapine commesse in zona.
Il Tribunale di Rimini aveva convalidato il fermo operato di iniziativa dagli agenti di Busto Arsizio e disposto la custodia cautelare, e da allora è detenuto nel carcere di quella città. Era da tempo che la Polizia di Stato e la Procura erano sulle tracce dell’uomo, già individuato come probabile autore di analoghi colpi. In particolare il 4 aprile 2013 un uomo col volto travisato si era introdotto nella farmacia comunale di via Venegoni a Cassano Magnago e, impugnando una pistola, si era fatto consegnare l’incasso della giornata pari a circa 1400 euro.
Il successivo 4 giugno un individuo con il volto nascosto e armato di pistola era entrato nella “farmacia della stazione” a Legnano e si era fatto consegnare circa 380 euro; mentre cercava di allontanarsi, tuttavia, era stato affrontato da un cliente con il quale aveva ingaggiato una colluttazione; pur riuscendo a darsi alla fuga, il rapinatore aveva dovuto abbandonare una pistola, che era risultata una innocua riproduzione, e il sacchetto con il bottino. Infine il 2 aprile del 2014 un uomo era entrato nella filiale della banca Unicredit in via Alberto da Giussano a Busto Arsizio; aveva minacciato la cassiera con un paio di forbici intimandole di consegnare il denaro ma era intervenuto il direttore che gli aveva spiegato che le casse erano temporizzate e che risultava quindi impossibile aderire alla sua richiesta; il malfattore si era allontanato a mani vuote.
La visione dei filmati registrati in occasione delle tre rapine e un’impronta digitale lasciata sulla pistola giocattolo abbandonata nella fuga a Legnano avevano quindi già consentito alla Polizia di Stato e alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio di ritenere che M.O. sia l’autore delle tre rapine. I gravi indizi hanno ora trovato corpo in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che, richiesta dal PM Maria Cristina Ria ed emessa dal GIP Alessandro Chionna, è stata notificata a M.O. nel carcere di Rimini.
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