Swm: A Varese nasce una nuova moto

A Eicma 2014 abbiamo incontrato Ampelio Macchi, l'artefice della rinascita di Swm a Cassinetta di Biandronno nell'ex stabilimento Husqvarna. Ecco cosa ci ha raccontato sul suo nuovo progetto

La strada di Swm, il redivivo marchio enduristico resuscitato dall’ingengner Ampelio Macchi e dai capitali del gigante cinese Shineray, è tutta in salita. Poco male. Per chi ama l’Off Road, le strade impervie sono anche quelle che danno maggiori soddisfazioni.
In questi giorni Macchi e il team Swm sono a Eicma per presentare i modelli che a giugno 2015 entreranno in produzione nell’ex stabilimento Husqvarna di Cassinetta di Biandronno. Siamo andati quindi a conoscere di persona il plurititolato ingegnere ex Husqvarna e Aprilia per chiedergli quali saranno le prossime mosse della nuova casa motociclistica varesina.

Ingegner Macchi, lei ha resuscitato un grande marchio italiano e oggi è a Cassinetta di Biandronno, cosa attende Swm nell’immediato futuro?
«Oggi partiamo presentando i nostri nuovi modelli, una gamma di Off road più una gamma di Old fashion bike, questa è stata una grande sorpresa per il pubblico, perché tutti si aspettavano l’uscita delle moto da fuoristrada, non certo si aspettavano una gamma di moto dal sapore vintage. Una gamma pensata e valutata al centro stile di Biandronno e devo dire che ha avuto molto successo, sia di pubblico oggi, ma anche degli importatori ieri e martedì. Per cui siamo molto contenti delle moto che abbiamo presentato».

Lei ha una grandissima esperienza maturata nel campo delle due ruote, a cui adesso si aggiungono anche delle grandi aspettative. Mi riferisco ai lavoratori ex-Husqvarna ora in mobilità. Quanti dipendenti pensate di poter reinserire in Swm?
«C’è un piano industriale ben chiaro, ben preciso, con degli obbiettivi di produzione e anche di rete commerciale. Prima però dobbiamo pensare a sviluppare i prodotti che abbiamo presentato oggi, allargare la gamma, riattivare tutta la catena di fornitori che nel frattempo si è un po’ persa, vale a dire che ci sono dei fornitori che non esistono più. Ci sono fornitori che sono falliti, fornitori che hanno perso le attrezzature per cui tutta questa catena industriale va riattivata e quindi faremo un percorso industriale passo dopo passo».

Cioé?
«Vale a dire che il passo successivo è quello di chiedere una campionatura a tutti i nostri fornitori per fare una pre-serie, una volta fatta questa ed essere sicuri della qualità del Made in Italy, perché ricordo queste moto saranno prodotte in Italia con una omologazione italiana, per cui le moto sono 100 per cento italiane. dopo questa fase cominceremo a pensare a sistemare la produzione, e con questo intendo investire in quelle attrezzature che oggi non ci sono più e dovremo fare un grande investimento per rimettere in sesto la produzione dopodiché noi cominceremo a produrre con la qualità riconosciuta dal Made in Italy».

A propostito di questo, come ha fatto a convincere un colosso cinese come Shineray a produrre in Italia invece che rimanere a produrre in Cina, magari con un marchio italiano?

«Sì non è stato facilissimo. Anche perché il progetto Italia è molto difficile da proporre a un investitore estero. Sicuramente la burocrazia che esiste da noi è un grosso freno. Non abbiamo avuto nessun aiuto da nessuno per questo progetto industriale per cui tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto con le nostre forze, con i nostri investimenti, con i nostri soldi.
Stiamo cercando di parlare con il governo e con le istituzioni ma penso che sia tutto difficile e complicato. In ogni caso il nostro piano industriale va avanti autonomamente, va avanti con le nostre risorse e per cui è tutto nelle nostre mani, ma noi riteniamo di farcela».

Quanto ha contato da varesino impiantare Swm a Cassinetta di Biandronno?
«Sono nato a Varese, ho lavorato sempre a Varese, ho una storia legata al lago ho visto quello stabilimento iniseme con i Castiglioni quando lo hanno comprato, ho seguito un po’ tutta la storia fino al 2002 e adesso ritornare in quei luoghi mi ricorda tutta la mia storia, tutta la mia esperienza maturata in quel posto. Adesso c’è un entusiasmo maggiore, una gran voglia di ricominciare, c’è un bacino di persone di competenze incredibili intorno al lago, io voglio ricominciare con un brand famoso nell Off road dove noi, il mio team, ha vinto tantissimi mondiali per cui abbiamo tutte le carte in regola per ricominciare una nuova avventura».

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Novembre 2014
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