Silighini: “Votate e giudicate i fatti concreti”

Intervista a Luciano Silighini Garagnani, candidato sindaco della lista civica L'Italia che verrà

Luciano Silighini Garagnani ha 39 anni, è nato a Genova, è sposato e ha una bambina di tre anni. Vive a Saronno dal 2008. Si occupa di produzioni cinematografiche e televisive e oggi è il candidato sindaco della lista L’Italia che verrà.

Perché ha deciso di candidarsi?
«È perché c’è stata in 15 anni una totale mancanza di vicinanza tra la classe politica saronnese e i cittadini, soprattutto in qiesti 5 anni di governo Pd dove l’opposizione di Lega, Forza Italia e altre forze è stata inesistente. Ho cercato di unire tutte le anime alternative alla sinistra dando disponibilità a convergere su un unico nome scelto collegialmente, ma la Saronno dei poteri forti e delle logiche di partito ha voluto una nuova divisione in quattro liste di centrodestra».

Questo non genererà confusione tra gli elettori?
«No perché l’unica persone che ha fatto opposizione via alla classe politica governante ed è stato vicino ai cittadini negli ultimi tre anni ha un nome: Luciano Silighini».

Silighini ha voluto fare la foto di fronte all’ex centro sociale del Telos. Perché?
«Questo rappresenta il punto Unione tra Gilli e il Pd di Licata in quanto il Telos è nato sotto il primo ed è fiorito con il governo del Pd, rappresentando la Saronno che noi vogliamo radere al suolo».

Per affrontare il discorso delle aree dismesse, Silighini indica una scritta su un edificio abbandonato di via Varese, di periodo fascista: “Questa è l’epoca nella quale bisogna sentire l’orgoglio di vivere, di lavorare, di combattere”.
«Qui nasceva il cuore della Saronno che lavorava e produceva, ora è diventata il simbolo della mala politica e dell’incapacità di vedere verso l’avvenire. Sentire i miei sette avversari dubitare che il recupero delle aree dismesse sia necessario e utile, mi fa capire il perché Saronno non è nemmeno riuscita a trarre giovamento economico e turistico dall’Expo di Milano che si fa a 10 chilometri da qui. Noi qui, con intervento dei privati creeremo un parco tematico dedicato ai bambini che porterà a Saronno turisti, lavoro e pubblicità. Al Matteotti creeremo nella fabbrica dismessa l’area di accoglienza turistica, la casa per le associazioni, grande aree verdi con campi da gioco per i giovani, spazi per gli anziani. Così la renderemo un piccolo salotto con palme e fontane che si illumineranno la notte. Nell’ex Cantoni di via Miola secondo noi sorgerà il pala concerti, una piccola Cinecittà, una palazzina della sicurezza, tutti immersi nel verde. Un miliardo di euro di investimenti con 10 mila posti di lavoro».

E che pagherà questi interventi?
«Gli investitori privati russi che ho già contattato e che hanno già svolto lo stesso identico progetto a San Pietroburgo, in aree della stessa superficie».

Quanto sono importanti per il futuro amministrativo di una città i Social network e la digitalizzazione?
«Noi creeremo una pigna Facebook, Twitter e creeremo ogni possibile metodo di comunicazione e conoscenza, nonché contatto tra comune e cittadini, rendendo realmente e non a parole il comune la casa del popolo saronnese. Il sindaco sarà non il primo cittadino ma l’ultimo tra i cittadini».

Esiste il problema sicurezza?
«Io ho focalizzato quasi tutta la mia attività degli ultimi anni sull’emergenza sicurezza e disorganizzazione comunale. Ma questa campagna elettorale la sto incentrando sul problema che genera tutti gli altri problemi: la mala gestione economica del Comune. Se si fa circolare più denaro tagliando gli sprechi, aiutando i cittadini, creando nuove attività commerciali totalmente detassate, la gente esce di casa e Saronno vive. Sulla sicurezza nello specifico ricorderò ai vigili urbani di essere innanzitutto poliziotti municipali: le multe le faranno gli ausiliari mentre gli oltre 30 vigili faranno pattugliamenti continui della città, coadiuvati dagli ausiliari della sicurezza, ovvero cittadini volontari arruolati in una sorta di milizia per la sicurezza cittadina. Saronno avrà un’aria irrespirabile per delinquenti e spacciatori. Chi sbaglia o crea allarme sociale riceverà il foglio di via e sarà costretto a lasciare la città».

Appello finale per Silighini:
«Tutti i candidati che voi vedete o i loro candidati in consiglio, sono persone che hanno avuto responsabilità di governo o avevano il dovere di fare opposizione. Presentarsi come alternativa credibile per sistemare Saronno dopo anni di totale inefficienza è ridicolo. Chi vuole realmente che Saronno risorga può votare solo me. Se qualcuno vuole caricarsi dell’onere di costruire la lapide finale sotto la quale seppellire la città, voti pure gli altri candidati».

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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Pubblicato il 27 Maggio 2015
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