Rottura sulle primarie, Sel abbandona

Il summit decisivo che doveva sancire l'avvio della campagna elettorale, la coalizione e la data delle primarie è finito male. La sinistra non ci sta e accusa il Pd

presentazione luisa oprandi 2011 cordi e molinari

Il summit che doveva sancire l’accordo per l’alleanza di centrosinistra è finito male.

La coalizione non c’è. O non c’è ancora. Alle 23 e 30 di lunedì 12 ottobre, Sel ha abbandonato la riunione del centrosinistra, convocata in viale Milano, a cui partecipavano Pd, Sel e Comitato Varese 2.0. Rottura e stallo.

Il Pd aveva un documento programmatico, Sel ne aveva a sua volta un altro, in cui indicava entro e non oltre il 31 gennaio la data delle primarie. Rocco Cordì e i suoi hanno lasciato la riunione dopo meno di due ore un po’ tese.

Il consigliere di Sel commenta: “Sono tutte balle che vogliamo far saltare le primarie per favorire Marantelli, semplicemente non ci possono imporre tutto quello che vogliono. Noi siamo a favore della coalizione – afferma – e a favore delle primarie, ma sulle base di accordi seri”. (foto, Roberto Molinari del Pd e Rocco Cordì di Sel)

Cordì per la prima volta rivela che anche Sel vuole correre alle primarie. “Anche noi vogliamo proporre una candidatura alle primarie, dobbiamo in sostanza verificare se riusciamo a costruire in città un consenso che vada oltre Sel e abbiamo bisogno di tempo. Ma sono loro ad aver preso tempo. Se siamo arrivati a tenere un tavolo collegiale solo al 12 di ottobre non è certo colpa nostra. Le responsabilità sono tutte del Pd”.

Il consigliere osserva inoltre che la convention di Davide Galimberti, il candidato che ha portato 300 persone al Santuccio di Varese due settimane fa è stata considerata da Sel una provocazione.

“Sono loro ad aver forzato la mano con l’incontro di Galimberti al Santuccio. Bisognava avere prudenza. Se le primarie non sono ancora state indette, non capisco perché una fetta considerevole del partito si sia schierato così’ apertamente per un candidato, quando ancora non c’è né la gara e non ci sono nemmeno le regole.

Dopo quell’incontro hanno scritto un documento in cui si diceva che nessuno li avrebbe fermati, riferendosi a noi, una vera provocazione visto che non abbiamo mai avuto la possibilità di dire la nostra.

Alcuni del Pd credono di poter forzare la mano e imporre le regole agli altri. Non si può dire che il treno in corsa è già avviato e tu ti devi adattare, Ci vuole un minimo di pari dignità”.

Anche la lista dei presenti al summit è stata motivo di frizione.

Tanti caratteri forti. Erano infatti seduti al tavolo Rocco Cordì e Claudio Mezzanzanica (coordinatore provinciale) e Calogero Rinaldo per Sel, Valerio Crugnola e Daniele Zanzi per Varese 2.0, Luca Paris (segretario cittadino), Roberto Molinari e Angelo Zappoli per il Pd.

“Sottolineo che la presenza di Angelo Zappoli, un ex esponente di Sel passato nel Pd – osserva Rocco Cordì – sia stata davvero una provocazione nei nostri confronti e poteva essere evitata”.

Infine ecco la linea che Cordì si sente di esprimere oggi: “Sel non ha rotto, Sel se ne è andata e confida che il Pd torni a toni più ragionevoli. Vogliono dire che se si rompe è colpa nostra. Noi siamo per l’accordo del centrosinistra, per le primarie e per la pari dignità nell’alleanza”.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 13 ottobre 2015
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Commenti

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  1. Scritto da lenny54

    Bertinotti, Rossi e Turigliatto (nonostante i drammatici esiti) continuano a fare proseliti…

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