Lettere e volti, Cassano ricorda la Grande Guerra
Inaugurata, nel giorno del 4 novembre, una mostra storica nell'ex chiesa d San Giulio, che raccoglie anche testimonianze locali del conflitto che lacerò l'Europa
Cassano Magnago ricorda la Grande Guerra con una mostra nell’ex chiesa di San Giulio: una selezione di materiale storico che è anche omaggio alle decine di cassanesi caduti nella prima guerra mondiale.
«Nicola Castronovo ha avuto la forza da un’idea di avviare una ricerca approfondita nelle sedi delle associazioni, nell’archivio comunale» ha detto il sindaco Nicola Poliseno, presentando la mostra nella giornata del 4 novembre. La Grande Guerra, «un brutto evento, che certo non si festeggia, ma che si deve ricordare, un evento che ci riunisce sotto al tricolore simbolo comune».
L’esposizione cassanese prende le mosse da una mostra storica realizzata a Recanati da Fabio Bla Grande Guerra uschi e Roberto Carlorosi, che hanno raccolto e riprodotto documenti originali, lettere dal fronte, cartoline postali. A questo si è poi aggiunta la parte più prettamente cassanese, tra documenti e testimonianze storiche, comprese quelle legati al monumento ai Caduti, nodo centrale nel rapporto tra vicende private, memoria collettiva, narrazione della guerra nella sua duplice valenza. «Tanti giovani hanno sacrificato la vita per un ideale, oggi non credo sarebbe lo stesso con i nostri giovani» ha detto Castronuovo, che è nipote di un ufficiale che ha combattuto la Grande Guerra. Oltre alle testimonianze sul 15-18, la mostra propone poi anche una sezione con una raccolta di divise e ambienti del conflitto mondiale, allestito grazie alla collezione di Roberto Sansottera, che è lo spunto per ricordare anche le fatiche di chi – sanità, genio, comunicazioni – era più lontano dalle prime linee e meno celebrato.
La mostra sulla Grande Guerra rimarrà aperta fino alla fine di novembre, con molti eventi collaterali nell’arco del mese. Lo sforzo di ricerca e allestimento è stato notevole: «chissà che un domani – ha detto Castronuovo – non si possa realizzare il sogno degli ex combattenti di poter realizzare un vero museo dedicato alle due guerre».
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