A occhi chiusi nel museo: proposta alternativa al Castello di Masnago
Particolare esperienza quella che il Castello di Masnago offre ai visitatori domenica 24 gennaio. Una scoperta "al buio" affidandosi a giovani studenti
Affidarsi, ascoltare le emozioni che altri trasmettono. Scoprire l’arte attraverso il racconto. È l’esperienza che i Musei Civici di Varese, in collaborazione con l’Isiss Daverio Casula di Varese propongono per domenica 24 gennaio dalle 16 alle 19.30.
Si tratta di un percorso dal titolo “Non vedo, lo sento, mi parla” che vedrà lo spettatore affidarsi ai ragazzi dell’istituto turistico cittadino che drammatizzeranno il patrimonio artistico ospitato al Castello di Masnago. Il progetto è stato costruito nel corso dell’esperienza di alternanza scuola lavoro che da 4 anni si rinnova tra la scuola tecnica e l’amministrazione di Varese. Grazie alla collaborazione della professoressa di storia dell’arte Francesca Ricardi e sotto la guida di Dario Villa del Teatro Periferico di Cassano Valcuvia, tredici studenti interpretano due racconti contemporanei: “Cattedrale” di Raymond Carver e “Nel museo di Reims” di Daniele Del Giudice.
Un lavoro che ha visto i ragazzi partecipare a laboratori teatrali per arrivare alla costruzione di un racconto che sottolinei le loro competenze culturali perfezionate anche durante i periodi di alternanza svolti ai musei.
Il risultato è un esperimento in cui gli spettatori proveranno realmente come ci si sente quando ci si trova di fronte ad un’opera d’arte e non si hanno gli strumenti e le capacità per poterla leggere. Tale mancanza può essere equiparata a un singolare tipo di cecità: guardo ma non vedo – vedo ma non leggo.
Molto soddisfatti del risultato sia il curatore dei Musei Civici Daniele Cassinelli, sia l’assessore alla cultura Simone Longhini: « Questo tipo di esperienze ci permette di coinvolgere i giovani che saranno i fruitori futuri dell’arte varesina e generale». Parere molto positivo è stato anche quello della dirigente Nicoletta Pizzato che ha sottolineato il valore educativo di queste esperienze ma anche formativo in vista del lavoro: « hanno toccato con mano come si possano creare sbocchi professionali nel campo dell’arte, un settore di cui l’Italia ha enormi ricchezze» . La docente Francesca Ricardi ha apprezzato molto l’ospitalità ricevuta dai ragazzi da parte del personale del museo che ha trasmesso competenze trasversali importanti per la loro crescita.
Per partecipare alla particolare visita “al buio” occorre prenotare: i gruppi sono limitati. Ogni mezz’ora partirà una narrazione limitata a undici persone. I bambini in età scolare possono partecipare.
L’ingresso è libero e gratuito e occorre chiamare i numeri:0332.820409 e 0332.255473.
Per ulteriori informazioni: www.museidivarese.it; www.varesecultura.it;faceboook.com/castellodimasnago
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