Mezzo secolo fa, Varese salì sul tetto del mondo

Dal 6 al 9 gennaio 1966, Madrid ospitò la prima edizione della Coppa Intercontinentale che la Ignis si aggiudicò battendo il Real e il Corinthians

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Quella volta, per la prima volta, il mondo del basket – inteso davvero come “mondo”, non solo per modo di dire – vide risplendere una stella gialla, bordata di blu: quella della Ignis Varese.

Era la prima decade di gennaio di 50 anni fa, 1966, quando la FIBA del segretario generale Renato William Jones organizzò la prima edizione di una competizione che prendeva spunto da quella simile già in vigore nel calcio, la Coppa Intercontinentale. L’idea era quella di mettere a confronto le migliori squadre del panorama FIBA: dal novero rimaneva esclusa la NBA (i primi scontri diretti erano ancora là da venire) ma il gruppo comprendeva tutte le altre. Quelle europee in primis, ma anche quelle sudamericane (e in particolare brasiliane) e quelle statunitensi appartenenti a leghe minori ma inquadrate sotto l’egida del governo mondiale dei canestri.

Così a Madrid vennero chiamati quattro club che rispondevano a questi criteri: i padroni di casa del Real, già “dinastia” assoluta nel vecchio continente visto che avevano vinto le due ultime edizioni della Coppa dei Campioni; i brasiliani del Corinthians di San Paolo, campioni nazionali in carica; gli americani del Jamaco Saints di Chicago che facevano parte del torneo NABL. A completare il poker la Ignis Varese, che aveva già conosciuto la gioia dello scudetto in due occasioni (1961 e ’64) ma che fuori dall’Italia non aveva ancora collezionato allori.

Il calendario a eliminazione diretta prevedeva una semifinale europea e una americana: così alla Ignis toccò subito l’incontro più difficile, quello contro il Real Madrid con tutto il tifo avverso. Ma i gialloblu scrissero già una pagina di storia destinata a ripetersi negli anni seguenti: la casa blanca fu espugnata con un secco 86-77 e così Varese si conquistò con merito la finale per il titolo.

La squadra voluta da Giovanni Borghi contese così la Coppa ai brasiliani del Corinthians che avevano piegato la squadra di Chicago con il punteggio di 69-62: la Ignis però non si fece sfuggire l’occasione e si impose per 66-59 sollevando al cielo il primo trofeo internazionale della propria storia. Gli uomini che componevano quella squadra sono entrati nel mito, anche se al giorno d’oggi molti di loro sono meno conosciuti rispetto ai fenomeni degli anni Settanta. Il capitano era Gavagnin, il bomber Paolo Vittori al quale si affiancava già “capitan uncino” Ottorino Flaborea. Un americano era in verità un oriundo, Tony Gennari, mentre l’altro era Toby Kimball, poi protagonista in NBA mentre tra gli altri italiani c’erano Maggetti, Bufalini e Cescutti.

Quella Ignis vinse pure lo scudetto nello spareggio contro il Simmenthal, titolo che però venne revocato e assegnato agli odiati milanesi per via del tesseramento giudicato (a giochi fatti) irregolare dello stesso Gennari. Una pagina nera che portò alle dimissioni del presidente di allora, Edoardo Bulgheroni, il papà di Toto e nonno di Edo e Tony. Ma la prima Coppa Intercontinentale fu anche sua.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 06 Gennaio 2016
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