Nessuna censura, non ci sono libri “gender”

Il Consiglio provinciale respinge la mozione di Forza Italia e Lega Nord: "Linguaggio oscurantista e richiesta antidemocratica"

Biblioteca

Nella seduta di ieri, il Consiglio provinciale ha respinto la mozione presentata lo scorso 22 gennaio da Piero Galparoli di Forza Italia e Giuseppe Longhin della Lega Nord per chiedere alla Provincia di ” verificare l’esistenza nel catalogo dei sistemi bibliotecari locali e delle biblioteche di enti locali, di libri per bambini e ragazzi che propagandano l’ideologia “gender” e attivare le opportune iniziative di coordinamento al fine di ritirarli tempestivamente dal servizio di prestito per bambini e ragazzi”.

«Quali sono i libri “gender”? – ha detto rispondendo alla mozione il consigliere provinciale Alberto Tognola – Non è molto semplice definire “gender” un libro per bambini e ragazzi, frutto di un progetto editoriale che si avvale della collaborazione di scrittori e illustratori. Si potrebbe pensare ad un approfondimento, con la collaborazione di esperti del settore (psicologi, pedagogisti, educatori, insegnati, esperti di editoria per ragazzi…) per definire cosa si intende per “gender”. Si potrebbe attivare un gruppo di lavoro provinciale, formato da bibliotecari, allo scopo di analizzare i testi per bambini e ragazzi presenti nelle biblioteche. Il compito è arduo: tenendo conto che i titoli di libri presenti nel catalogo informatizzato sono quasi 500.000 e che i libri per ragazzi sono circa un terzo, si tratta di analizzare  oltre 100.000 libri per ragazzi, al fine di individuare quelli che trattano o accennano a tematiche “gender”. Rimane poi il problema: la televisione, internet e i social network, che i ragazzi, essendo “nativi digitali”, frequentano con assiduità, non presentano gli  stessi (o maggiori) pericoli, senza alcun filtro o possibilità di mediazione? Cosa viene fatto per un uso più consapevole di questi strumenti?».

«Oppure si pensa di impegnare il Presidente su una lista di libri già predisposta, non si sa da chi, a proscrivere questi libri sostituendosi all’autorità del Sindaco (atto non previsto dalla normativa vigente) e vietare l’inserimento di questi libri nell’elenco di prestito? – ha proseguito Tognola – A giudicare dal linguaggio usato dagli estensori della mozione sembrerebbe proprio che la richiesta sia questa. Un linguaggio oscurantista che proietta nella realtà orchi prodotti dalle pulsioni più inconfessabili dell’inconscio che si manifestano negli incubi notturni di uomini per i quali la Psicanalisi affermatasi nel secolo scorso non ha ancora dimora. Se queste sono le premesse, non stupisce che la soluzione prospettata sia antidemocratica perché richiede al Presidente di fare ciò che non è in suo potere. Credo pertanto sia dovere di cittadini che si rifanno ai principi democratici e costituzionali respingere la mozione presentata».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2016
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