Dalla preistoria a Eco, alla scoperta degli “altri”

Tracce della presenza di "genti straniere" nei nostri territori si possono individuare già a partire da più di tre millenni or sono. Quali innovazioni hanno portato e che cosa si sa di loro?

Il Museo Archeologico di Angera (inserita in galleria)

Prenderà il via con la primavera, il nuovo progetto di promozione e valorizzazione culturale organizzato dal Museo di Angera in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Lombardia e con il Patrocinio del Polo Museale della Lombardia.

«Il tema scelto quest’anno – scrive la direttrice Cristina Miedico – è “Gli Dei degli altri” e ci è parso di estrema attualità, e anche se noi siamo un Museo Archeologico e quindi apparentemente poco “attuali” vogliamo seguire gli insegnamenti di un Grande Maestro che ci ha lasciato da poco, Umberto Eco: “Noi entriamo nella vita quando molte cose sono già successe, da centinaia di migliaia di anni, ed è importante apprendere quello che è accaduto prima che noi nascessimo; serve per capire meglio perché oggi succedono molte cose nuove”. Alle sue parole abbiamo affiancato quelle di un pensatore di un altro mondo, vissuto in un altro tempo,  più di 2400 anni or sono: “E così il mito si è salvato e non è andato perduto, e salverà anche noi, se ne intenderemo la lezione”. (Platone, Repubblica, X, 612 b8-c1)».

«Tra attualità e ricerca su ciò che è accaduto prima – prosegue la curatrice -, abbiamo finito per concentrarci sui “Culti non latini nella Lombardia antica”. I nostri Musei ospitano infatti oggetti prodotti in territori molto distanti da noi e giunti qui anche più di 3000 anni fa. Monumenti e iscrizioni rinvenuti in Lombardia rivelano l’antica presenza di divinità celtiche, del culto egizio di Iside, della venerazione di divinità orientali come Cibele o Mitra. Abbiamo attestazioni precoci di diverse forme di culto cristiano e lastre funerarie appartenute a ricchi commercianti stranieri, come quella del siriano Maraotes, morto ad Angera 1500 anni fa e ivi sepolto sotto la protezione di Maria».

Il Museo Archeologico di Angera (inserita in galleria)

«Innumerevoli sono quindi i reperti che confermano come da sempre gli uomini abbiano attraversato viaggi lunghissimi ed estremamente rischiosi alla ricerca di salvezza o di fortuna; spostandosi queste persone portarono con sé la propria cultura di origine, che finì per diventare parte integrante del territorio in cui si stanziarono. Se pensiamo a quali e quante furono le innovazioni tecnologiche introdotte da genti straniere, oppure alle origini medio-orientali del cristianesimo, diviene facile comprendere quale arricchimento abbia ricevuto il territorio lombardo, apparentemente distante dalle migrazioni del Mediterraneo, dall’incontro con uomini e donne che giunsero da lontano e che introdussero nelle nostre città e nelle nostre campagne religioni, costumi o lingue prima sconosciuti. D’altra parte anche la fanciulla Europa, amata dal dio Zeus, era nata sulle coste dell’Asia minore e non fu certo un caso se venne scelto il suo nome per definire il nostro continente. Inizia quindi quest’anno un percorso triennale che avrà come oggetto gli altri, nel tentativo di individuare, spiegare e mettere in luce, gli innumerevoli segni della presenza di genti straniere nel nostro territorio già a partire da più di tre millenni or sono. Quest’anno obiettivo delle ricerche scientifiche svolte da archeologi, funzionari della Soprintendenza e curatori museali saranno quindi GLI DEI DEGLI ALTRI, ossia i culti non latini presenti anticamente nell’area  lombarda. L’anno prossimo ci dedicheremo a costumi, tessuti e accessori mentre nel 2018 elemento centrale della nostra indagine saranno gli alfabeti non latini testimoniati attorno ai laghi lombardi a partire dal I millennio a.C. Scopriremo che anche le tradizioni culturali del nostro territorio sono ben lungi dall’essere pure e prive di contaminazioni».

IN PROGRAMMA:

Il primo appuntamento è per domenica 20 marzo 2016, alle ore 17.30,
presso la Sala conferenze del Museo Archeologico, Via Marconi 2 – Angera.

Il Soprintendente per l’Archeologia della Lombardia, Prof. Filippo Maria Gambari, terrà una conferenza dal titolo
Tracce archeologiche di divinità celtiche in Italia nord-occidentale“.
Alla vigilia dell’Equinozio di Primavera l’attenzione corre ad alcuni millenari culti solari, e non solo. Un contadino delle campagne di Mondovì può invocare in dialetto il dio Taranis? Dall’archeologia e dall’epigrafia celtica possiamo riconoscere in area alpina occidentale culti che schiudono il mondo mitico preromano.

Il progetto culturale GLI DEI DEGLI ALTRI prevede in tutto sei conferenze che si svolgeranno da Marzo a Dicembre, cui si affiancheranno la pubblicazione di un volume e, in estate, la realizzazione di una mostra d’arte contemporanea, un’occasione per riflettere e mettere a confronto l’antico e il moderno senso del divino.

PER I BAMBINI:  Il tema dei culti antichi verrà reso accessibile anche ai nostri più giovani visitatori, in Marzo inizierà infatti anche il ciclo di sei laboratori didattici organizzati dal MABA (Museo Archeologico dei Bambini Angera) dal titolo MITO, MIO, IO – Mani, testa, corpo alle prese con i culti antichi. I laboratori sono destinati a bambini dai 5 ai 12 anni, sono accessibili e multisensoriali e saranno a cura di Claudia Castiglioni, arteterapeuta e Melissa Proserpio, archeologa e artista. Le attività didattiche sono gratuite ma è necessaria la prenotazione (tel. 320.4653416 – email: museoarcheologicodiangera@ gmail.com).

Il primo laboratorio si terrà il 20 Marzo alle 15.00 presso la Sala Didattica del Museo, in Via Marconi 2 ad Angera e ha come titolo SPLENDI O SOLE. Liberiamo la luce che c’è! Pensieri, giochi e scoperte attorno alla natura del sole, della luce e del calore e alle emozioni che generano.

Maria Carla Cebrelli
mariacarla.cebrelli@varesenews.it

Mi piace andare alla ricerca di piccole storie, cercare la bellezza dietro casa, scoprire idee slow in un mondo fast. E naturalmente condividerlo. Se credi che sia un valore, sostienici.

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Pubblicato il 08 Marzo 2016
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