Richiedente asilo sviene per strada: lo coprono di insulti

Uno dei ragazzi ospitati in città non si è sentito bene in mezzo alla strada. La denuncia del gruppo Benkadì e la risposta del sindaco: "Situazione da condannare, ho chiesto una relazione al comandante dei vigili"

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Un ragazzo sviene in centro a Tradate, è di colore, è un richiedente asilo. E viene insultato e giudicato a male parole dai passanti, in attesa che arrivino i soccorsi del 118. A denunciare la situazione, nella quale sarebbero coinvolti anche due agenti della Polizia Locale della città, è l’associazione Benkadì, gruppo che da circa un anno si occupa di seguire, su base volontaria, i richiedenti asilo ospitati all’istituto Barbara Melzi di Tradate. Il fatto è avvenuto nella sera di venerdì 24 giugno, durante lo svolgimento dei “venerdì bianchi”.

L’associazione Benkadì, di cui riportiamo di seguito il comunicato integrale con il racconto dell’accaduto, chiede ufficialmente un intervento del sindaco. A rispondere è direttamente il primo cittadino, Laura Cavalotti: «Ho chiesto al comandante dei vigili una relazione su quanto successo. In base a quello che emergerà saranno presi i provvedimenti nei confronti dei vigili, se necessari. Sicuramente, a livello generale, si deve condannare l’indifferenza di chi non aiuta una persona in difficoltà. Una persona che non si sente bene, a prescindere dal motivo, deve essere aiutata e non apostrofata con parole o epiteti. Non si deve perdere di vista l’umanità che ci deve essere tra le persone: è inutile piangere tutti insieme per un bambino morto su una spiaggia se poi non aiutiamo persone che magari hanno vissuto un’esperienza simile e che sono ospitate a pochi metri da casa propria».

Il comandante della Polizia Locale, Claudio Zuanon, informato dell’accaduto spiega che «mi riservo di conoscere i fatti prima di esprimere qualsiasi commento. Quando mi segnaleranno la situazione, sentirò la versione di miei agenti».

Di seguito il racconto integrale dell’associazione Benkadì:

Nella serata di venerdì 24 giugno si è consumato, nel pieno centro di Tradate, un grave episodio che non può essere passato sotto silenzio. Tre giovani richiedenti asilo, ospitati presso il campo attrezzato dalla Croce Rossa Italiana all’istituto Barbara Melzi, si trovavano in piazza Mazzini in tranquilla conversazione con una volontaria del nostro gruppo Benkadì (che fin dallo scorso mese di luglio svolge varie attività di supporto ai migranti in cooperazione con i gestori del campo), quando uno di loro ha perso i sensi per via di un evidente calo di zuccheri. Il ragazzo, secondo i dettami della religione islamica, pratica nel corrente mese di Ramadan l’astensione da qualunque tipo di cibo e di liquidi durante il giorno, e al rispetto di tale precetto è da attribuire il suo svenimento.

Due vigili urbani, presto giunti sul posto, hanno purtroppo valutato con pregiudizio la situazione, attribuendo il malore del giovane – in assenza di qualunque riscontro – a un eccessivo consumo di alcool ed esprimendo apertamente convinzioni razziste (testimoniate dalla volontaria presente, che ha riportato, tra le altre, la parola «schifo», usata per descrivere la circostanza). Intanto, intorno al ragazzo svenuto era venuto a formarsi un capannello di circa una trentina di persone, che i vigili, invece di disperdere per consentire i soccorsi, lasciavano radunarsi, rivolgendosi anche alla volontaria, che chiedeva conto del loro mancato agire, con l’appellativo di «cretina». I presenti, a loro volta, non mancavano di esprimere pesanti pareri razzisti nei confronti del ragazzo ancora steso a terra, pronunciando sarcastici auguri irripetibili e mancando di qualunque rispetto di fronte al dramma che stava in quel momento vivendo un essere umano.

I richiedenti asilo presenti – già integrati nel tessuto sociale, perfettamente in grado di capire e parlare l’italiano e colonne portanti dei laboratori di lettura ed espressività che il gruppo Benkadì ha organizzato nei mesi scorsi – sono rimasti molto scossi dall’accaduto, impossibilitati a capacitarsi dell’attacco subito e dell’aggressività rivolta nei loro confronti dalla popolazione tradatese, oltre che dall’atteggiamento tenuto dalle forze dell’ordine. L’arrivo del 118 ha infine consentito che la folla si allontanasse e che il ragazzo venisse portato all’ospedale, che ha lasciato il mattino successivo in discrete condizioni generali.

Il gruppo Benkadì, del quale fanno parte cittadini di Tradate, ma anche di Venegono Inferiore e di Venegono Superiore, esprime profondo sconcerto per l’atteggiamento tenuto in questa circostanza dai due vigili coinvolti, che non solo non hanno contribuito a tutelare la salute e il rispetto della privacy del richiedente asilo, ma hanno anche alimentato le maldicenze della folla, venendo dunque meno al loro ruolo e attaccando, nel pieno svolgimento delle loro funzioni pubbliche, una cittadina attenta e preoccupata. È grande, inoltre, il turbamento di fronte alla reazione dei presenti, incapaci di considerare il ragazzo svenuto degno di compassione solo per via del colore della sua pelle.

Ci auguriamo pertanto che siano presi provvedimenti nei confronti dei due rappresentanti della forza pubblica, riservandoci di presentare denuncia alle autorità competenti. Domandiamo infine ai tradatesi di prendere le distanze dall’indifferenza e dal comportamento inumano e irridente tenuto dai passanti, invitando a una riflessione complessiva su quanto accaduto.

Gruppo Benkadì

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 28 giugno 2016
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