Arriva il “Fertility Day”: tante polemiche ma il problema esiste

Le campagne di comunicazione del Ministero della Salute non hanno ottenuto i risultati sperati. Un'occasione persa: i dati demografici mostrano un quadro molto delicato

Fertility Day

Hanno scatenato molte polemiche le campagne campagna di comunicazione sul #Fertility Day del Ministero della Salute (quella di settembre e quella di questi giorni). Si tratta di uno dei cinque punti sul Piano nazionale della fertilità che potete trovare dettagliati a questo link).

Polemiche e anche molta ironia sull’impostazione di questa campagna di comunicazione che mira a dare, secondo quanto dice il piano nazionale, “informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine sarà scoprire il “Prestigio della Maternità” ma che molti stanno contestando.

Una campagna che ha sollevato dubbi e perplessità a partire dall’impostazione grafica dei manifesti, per arrivare al messaggio.

Al di là delle polemiche, tuttavia, vale la pena approfondire un po’ di più l’argomento affrontato perché, a prescindere dalle opinioni sulle campagne di comunicazione, tutti gli indicatori dicono che esso costituisca uno dei più grandi problemi della nostra società, inteso nello spettro più ampio dello sviluppo demografico.

Meno nascite significano una popolazione sempre più anziana e i risvolti di questa tendenza sono tanto sociali quando di carattere economico.

In Italia la natalità ha avuto un crollo che ha toccato il suo punto più basso nel 1995 quando si registrarono 1,19 figli per donna contro i 2,65 del 1965. Le cose sono leggermente migliorate negli anni successivi ma a partire dal 2008 la curva ha ricominciato a scendere fino ad attestarsi a 1,37 figli per donna nel 2014.

Sono dati che ci dicono che oggi non siamo in grado di garantire il ricambio generazionale e le ripercussioni di questo non saranno solo una popolazione più vecchia ma anche un serio problema di sostenibilità del welfare come lo conosciamo ora (pensioni, sanità, asili, ecc.).

Le stime del piano nazionale spiegano che: La combinazione tra la persistente denatalità ed il progressivo aumento della longevità conducono a stimare che, nel 2050, la popolazione inattiva sarà in misura pari all’84% di quella attiva. Questo fenomeno inciderà sulla disponibilità di risorse in grado di sostenere l’attuale sistema di welfare, per effetto della crescita della popolazione anziana inattiva e della diminuzione della popolazione in età attiva.

Si tratta di dinamiche che non risparmiano neanche il nostro territorio.

Abbiamo già visto quello che accade negli ultimi anni in provincia di Varese dove il numero di figli per donna è di 1,44 nel 2014 e il saldo della popolazione è sempre più negativo.

Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 22 Settembre 2016
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Commenti

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  1. Scritto da sasab

    #fertilityday
    Di pancia (eheheh) sono contraria a una cazzata del genere.
    E fin qua non ci piove.
    Il problema della denatalità nel nostro paese però esiste e non riguarda le donne, il femminismo, l’utero è mio e me lo gestisco io. Riguarda la coppia, riguarda sia donne che uomini. Non si fanno figli, vale per tutti, anche perchè è difficile fare un figlio da soli.
    Ora, sono dell’idea che fare un figlio non può essere nè una moda nè un’idea che s’impone, anzi, molte coppie farebbero bene a non farne visto come se ne occupano in seguito.
    Al di là delle polemiche, è una scelta ed è sacrosanta.
    Ma, per tornare alla denatalità del nostro paese, pare che sia visto come la peste fare dei bambini, se è vero com’è vero che ne nascono davvero pochini e che quei pochini fanno numero solo grazie agli stranieri.
    E allora, se non possiamo certo invitare tutti al concepimento, è comunque importante capire perchè in Italia di figli non se ne fanno quasi più.
    C’è poi da dire che questo avviene finchè si pensa di essere fertili. Perchè vi assicuro che la musica cambia nelle persone che non possono procreare e che si spingono fino a terapie ripetute al limite pur di concepire.
    In Italia non si fanno figli da giovani, perchè purtroppo viviamo ancora in una società in cui quando la donna sente il famoso orologio biologico ticchettare come nella pancia del coccodrillo di Peter Pan, fa pazzie pur di restare incinta.
    Quindi, Lorenzin, devi solo aspettare che invecchiamo o che chi è sterile lo venga a sapere.
    Sabrina Sasso

    1. Scritto da Felice

      Ah ah ah Spettacolare commento che condivido. Finalmente qualcuno che pensa un po’ fuori dagli schemi.

      Questa nuova “manovra di marketing governativa” è ridicola. Questi pensavo che la gente si metta a trombare come conigli perché gentilmente il governo mette in piedi uno spot pubblicitario pro-procreazione.

      In realtà in Italia ci sono differenti motivazioni che non spingono a fare figli:
      – I giovani italiani sono profondamente viziati e mammoni. Pochissimi alla maggiore età lasciano il nido materno in quanto vitto e alloggio sono gratis e in più ci si mette una sorta di atavico immobilismo. Qui sto bene perché cambiare e faticare per farsi la propria vita?

      – L’atavico opportunismo fa sì che i giovani italiani cerchino famiglia e compagna stabile in età adulta. Troppo adulta.

      – Il lavoro sempre precario e la forte emigrazione da Sud a Nord non contribuisce a creare una situazione stabile per garantire un futuro al proprio figlio. Anche le relazioni sociali si frantumano se le persone sono costrette e muoversi continuamente, adattarsi a lavori ed orari massacranti.

      – Qualcuno non dotato di così raziocinio sembra non essere influenzato da tutte queste metodiche pianificazioni ed il figlio lo fa. O perché ci scappa (e sappiamo tutti come in Italia la pratica dell’aborto sia solo sulla carta) o perché lo vogliono, come vogliono un cane o l’ultimo modello di smartphone. Solitamente in questi casi non ne esce un modello esemplare di famiglia, genitori e ragazzi. Ma fortunatamente non è sempre così.

      – Poi c’è qualcun altro che si ostina a volere dei figli anche di fronte alle implacabili leggi della natura. Allora partono pratiche più o meno lecite, ai limiti della genetica, fecondazione assistita e utero in affitto (o madre surrogata, suona meglio). Meno male che poi sono i gay quelli contro-natura.

      – Alla fine ci sono quelli che i figli non li fanno proprio per scelta o per fatalità della vita. Forse i più raziocinanti insieme agli altri (che non ho citato) che si spaccano il culo una intera vita credendo che ancora si possa costruire una vita con un’altra persona. Con o senza figli.

      Santè
      Felice

  2. Scritto da supertizzy

    Io e mia moglie siamo due normali impiegati da 1300 euro di stipendio al mese con qualche risparmio da parte. Per lo stato italiano ed il comune siamo ricchi pertanto la retta dell’asilo nido comunale (quindi pubblico) in base al famigerato ISEE ammonta a circa 700 euro al mese !!!
    Mentre il talebano con ISEE vicino allo zero paga poche decine di euro.
    Peccato che quest’ultimo non dovrebbe avere bisogno dell’asilo non lavorando…..a meno che lavori in nero !!!
    fertility day………………..ma per favore !!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Scritto da maggy

    Il ministro della Sanità, con il solo diploma di maturità dovrebbe, dopo questa perla di saggezza, dare le dimissioni!!!!
    Il fertility-day…non sa dove può attaccarsi la locandina della propaganda.
    Comunque desidero ricordare alla gentil signora:
    1- le coppie tardano spesso ad avere figli, perché un bimbo necessita di una stabilità economica e solo il signore sa quante donne sono state lasciate a casa perché si sono azzardate ad avere un bimbo, durante un contratto di lavoro rinnovato di anno in anno da sei o sette anni…
    2- Gli stipendi medi degli Italiani arrivano al massimo a 1300 euro a persona, in un nucleo familiare, se togli 500 uro di mutuo, luce, gas telefono assicurazione e manutenzione auto, 200 euro di benzina al mese, se ci aggiungi 600 euro di asilo nido ad andar bene il pargolo come lo cresci????
    Noi abbiamo due bimbe che amo più che mai, provengo da una famiglia numerosa, mi pacerebbe avere il terzo, ma come si fa??
    Al non mese o rientri o non vieni più pagata.
    Fino al terzo prendi l’80 % di stipendio, poi il 30% fino al nono, poi ciao ciao mutuo??? Ciao tutto???
    Se invece rientri paghi il dazio del nido, quindi su 1300 euro resta proprio poco attaccato.
    In più se ti va di sfiga il pargolo si ammala, e se vai in farmacia inizi con un altro mutuo…le mie si inglobavano i virus, e tra sciroppi e farmaci per aumentare e difese immunitarie minimo-minimo partivano altre duecento euro.
    Poi pensiamo anche a cosa fai per la malattia figlio…
    30 giorni all’anno, fino ai 3 anni poi 8 giorni all’anno fino agli 8 anni.
    Dopo basta il bimbo è maturo e può curarsi da solo???
    Ah dove mettiamo la difficoltà di avere il par time???? tutte baggianate le pari opportunità… per averlo devi tirare fuori gli attributi e lo avrai per al massimo 3 anni.
    Già è vero a 6 anni iniziano le elementari e possono tornare a casa da soli…nel mondo dei fuori di testa!
    Dopo questa mini lezione di economia domestica ministro le chiederei:
    1- Non offendete l’intelligenza di noi Italiani.
    Ci avete saturato.
    2 – Andate a vedere perchè negli altri paesi ogni famiglia ha almeno 3 figli.
    ve lo anticipo io: in diversi paesi esteri ad ogni figlio si pagano molte meno tasse e spesso le scuole compreso il nido sono gratuite.
    Ci sono paesi dove le donne sono pagate al 100% fino ai tre anni dei bimbi e se li crescono in piena serenità.
    2- Le ditte non sostituiscono le maternità per il blocco delle assunzioni…
    quindi una gravidanza vuol dire sovraccarico di lavoro per i colleghi
    3- Non poteva anche proporre l’adozione day ??? Sa quanti bambini hanno bisogno di una mamma e un papà e invece si trovano in case famiglia????
    Ah già ma dimenticavo una cosa in Italia adottare è difficile perché i bambini rendono di più nelle case famiglia.
    4- La prossima campagna ce la risparmi grazie.
    Sennò l’associ al protettore gastrico gratuito.
    Cordialità e pensieri positivi per un futuro più sereno del nostro povero bistrattato e maltrattato paese.
    Margherita

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