Il presidente di Ato si dimette. Bolletta dell’acqua più cara e multe per i comuni

Varese Popolare chiede l'azzeramento di tutte le cariche. Cattaneo: «Il gestore unico Alfa non è in grado di amministrare il servizio e di interloquire con gli altri soggetti. C'è una debolezza di indirizzo politico»

Il sistema idrico della provincia di Varese è in crisi, ma questa volta la siccità non c’entra. La decisione di Pietro Zappamiglio di dimettersi dalla presidenza di Ato (Ambito Territoriale Ottimale) apre di fatto una crisi nel sistema di gestione dell’acqua con ricadute non solo sul piano pratico ma anche su quello politico. L’operatività del sistema di gestione è di fatto in stand by perché a tutt’oggi i soggetti che dovrebbero farlo funzionare sono operativi solo sulla carta. Sul piano politico invece il Partito Democratico, partito di maggioranza relativa in provincia, dovrà assumersi la piena responsabilità dell’intera partita. «Questo è un atto dirompente e allo stesso tempo un atto di disponibilità fortissima – ha detto Zappamiglio – per far sì che un servizio di pubblica utilità come quello dell’acqua prenda un altro passo e per far capire alla politica che qui tutta unita deve cooperare per portare a casa un risultato, altrimenti tutte le nostre fatiche, cioè dell’ato e della società Alfa, vengono vanificate con evidenti conseguenze per tutti i cittadini».

raffaele cattaneo
 (nella foto da sinistra: Giorgio Ginelli, Pietro Zappamiglio e Raffaele Cattaneo)

Sanzioni Ue, rincaro delle bollette e commissariamento – Le conseguenze di cui parla Zappamiglio le quantifica Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale e coordinatore provinciale di Varese Popolare, intervenuto alla conferenza stampa. «Siamo profondamente insoddisfatti della gestione del servizio idrico – ha commentato Cattaneo –  e preoccupati delle conseguenze concrete che si potrebbero tradurre in multe per i comuni e aumenti in bolletta per le famiglie e cittadini. Questa è la conseguenza del fatto che si è realizzato solo sulla carta il gestore unico Alfa che allo stato attuale non è in grado di amministrare il servizio e di interloquire con gli altri soggetti. Questa gestione denota una debolezza di indirizzo politico di chi ha questa competenza. Abbiamo cercato di dare una scossa in questi mesi, ma non è servito. Siamo preoccupati perché si tratta di un problema che tocca direttamente un servizio importante per il cittadino. Per questo motivo chiediamo un cambio di passo altrimenti il rischio di un commissariamento regionale è alto».

L’azzeramento di tutte le cariche – L’azzeramento dei vertici di Alfa è, secondo Varese popolare, il prossimo passo da fare. «Noi chiediamo che Alfa possa iniziare a operare concretamente e non solo teoricamente – conclude Giorgio Ginelli consigliere provinciale e sindaco di Jerago con Orago -. Occorre fare gli investimenti necessari attraverso una gestione collegiale e attenta a tutti. Quindi il nostro messaggio a Gunnar Vincenzi e al partito di maggioranza relativa che è il Pd è molto chiaro: azzeramento del cda di Ato, di Alfa e che venga evitato a Valerio Mariani di incidere in maniera negativa sul tema del sistema idrico nell’interesse dei comuni e di tutti i cittadini. Noi speriamo che tutto questo si faccia in fretta per evitare gravissime conseguenze».

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Pubblicato il 22 ottobre 2016
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