Comitato Ondoli: “Sindaci, difendete l’ospedale”

L'appello dei rappresentanti dell'organizzazione: "Chiudere la pediatria? Una scelta assurda"

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“Apprendiamo dalla stampa quello che ufficiosamente avevamo appreso ieri. Ovvero che da questa mattina non si potrà più partorire presso il nostro Ospedale e che la nostra Pediatria non ricovererà più bambini. Una scelta assurda oltretutto fatta senza alcuna comunicazione preventiva ai medici e al personale che denota completa mancanza di rispetto per i lavoratori, per i cittadini  e per i sindaci che li rappresentano. E la mancanza di rispetto per i 7000 firmatari della nostra petizione“. Questo il commento a caldo dei rappresentanti del Comitato permanente per l’ospedale Ondoli a seguito della notizia della chiusura di punto nascita e pediatria.

“Se questo è il percorso pensato per la nuova Sanità della nostra Regione – commentano Marco Brovelli, Andrea Bagaglio e Valeria Tognoli – allora vuol dire che la persona è proprio all’ultimo posto. Una Riforma che pomposamente avrebbe dovuto mettere al centro il Territorio e la Struttura Ospedaliera, approvata da chi ha sempre fatto dei Territori e delle Autonomie il suo cavallo di battaglia, ovvero dal principale partito di governo della nostra Regione che è la Lega Nord.  La realtà dimostra una smaccata subalternità dei vertici regionali a quel centralismo che a parole si voleva eliminare. Per singolare coincidenza proprio pochi giorni fa la sezione cittadina della Lega Nord di Angera aveva dichiarato che la pediatria , la ginecologia e l’ostetricia non avrebbero subito alcuna chiusura. Oggi questa decisione assurda pone anche chi si è espresso in tal senso davanti alle proprie responsabilità. Subalterni a Roma, anzi più realisti del re romani”.

“Questo Comitato – concludono – non può che fare appello a tutti i Sindaci del Piano di Zona di Sesto Calende affinché , abbandonando tatticismi di partito, ricordandosi di essere i sindaci di tutti i cittadini , si mobilitino  per difendere il diritto alla salute delle loro Comunità e dei loro Territori. Davanti a queste scelte il colore o l’appartenenza non può esistere. Davanti al diritto alla salute bisogna lavorare tutti in un’unica direzione. Ma evidentemente , ancora una volta , i tatticismi e le appartenenze, sembrano prevalere. A chi affermava che per l’Ospedale di Angera vi era una seria programmazione e che gli allarmismi erano del tutto ingiustificati, possiamo purtroppo  dire che da oggi il Punto Nascite e la Pediatria chiudono . Se questo vuol dire salvaguardare la salute pubblica non possiamo che essere preoccupati del prosieguo”.


La politica di riordino dell’attività sanitaria sta innescando una serie di polemiche nei territori per gli interventi che indeboliscono l’offerta ospedaliera:
qui il riassunto

La nuova riforma della sanità porterà a cambiamenti nell’attuale assetto organizzativo. L’ospedale non sarà più il centro dell’offerta ma sarà in rete con il potenziamento dei presidi territorial: ecco le linee

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2016
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