Segrega e picchia la convivente per una settimana, arrestato
A dare l'allarme sono stati i vicini che avevano sentito le urla disperate della donna. Il suo aguzzino era il convivente che, ubriaco, la picchiava ogni volta che lei cercava di uscire
Quando gli agenti delle Volanti sono entrati in quell’appartamento, hanno trovato un uomo in mutande visibilmente ubriaco, bottiglie rotte sparse sul pavimento, la casa a soqquadro e una donna accovacciata in un angolo con le mani sul viso per tamponare il sangue che le usciva dalle ferite.
Un’immagine di incredibile violenza a cui la donna era sottoposta da almeno una settimana. Da quando, cioè, il convivente aveva deciso di segregarla in casa togliendole la libertà di uscire e di usare il telefono che le aveva sequestrato. Non contento l’uomo, un 43enne italiano con diversi precedenti, ha anche reagito all’arresto colpendo un agente con un calcio al torace.
I fatti sono avvenuti nella serata di ieri 3 gennaio quando gli equipaggi della Squadra Volante della Polizia di Stato sono intervenuti nel rione di Biumo a Varese, dove gli inquilini di una palazzina hanno udito urla d’aiuto provenire da un appartamento.
Gli operatori intervenuti sono riusciti a risalire all’appartamento da cui si erano udite le urla e, dopo aver bussato insistentemente alla porta, si è presentato sull’uscio un uomo italiano, già noto alle forze di polizia, in evidente stato di ubriachezza e vestito solo con indumenti intimi.
All’interno dell’appartamento, messo tutto a soqquadro e con diverse bottiglie rotte a terra, in un angolo c’era una donna seduta sul pavimento che, in lacrime, si copriva il viso con un fazzoletto per nascondere le ecchimosi e per tamponare il sangue che le fuoriusciva dal naso.
Quest’ultima soccorsa immediatamente dagli agenti ha riferito che quelle lesioni le erano state provocate dal convivente D.A., un italiano di 43 anni già con precedenti di polizia per maltrattamenti in famiglia, che da circa una settimana le impediva di uscire di casa e di comunicare con l’esterno, privandola anche del cellulare, colpendola violentemente e costantemente ad ogni tentativo di fuga.
Nella circostanza D.A., dopo aver più volte insultato gli operanti, ha opposto attiva resistenza ad ogni tipo di controllo, addirittura colpendo un operatore con un violento calcio al torace.
La vittima dei maltrattamenti è stata trasportata al locale Pronto Soccorso dove per i traumi subiti e, dopo le medicazioni del caso, è stata giudicata guaribile in giorni 25 s.c.
Alla luce di quanto emerso D.A. è stato tratto in arresto per i reati di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.
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