Ex Cava Coppa, la Regione ricorrerà in appello

L'annuncio è stato dato dall'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi

Cava Coppa Cantello

La Regione Lombardia ricorrerà in appello contro la sentenza 86/2017 del Tar che la condanna a risarcire in solido, insieme a Provincia e Comune di Cantello, la società Italinerti srl per i danni relativi alla mancata produzione.

A darne notizia, in una comunicazione in Giunta avente per oggetto l’ex cava ‘Coppa’ di Cantello – Italinerti srl, l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi.

“Nel luglio 2011 – spiega Terzi -, la Provincia di Varese ha proposto alla Regione, per l’approvazione, una variante di Piano che prevedeva lo stralcio della cava di recupero in argomento, presente nel Piano cave approvato nel 2008. La richiesta di variante e’ stata sottoposta a istruttoria tecnica da parte delle strutture della Giunta e all’esame indipendente del Comitato Tecnico consultivo regionale per le attivita’ estrattive. Sia gli uffici regionali competenti, sia il Comitato – prosegue l’assessore – hanno concordato sulla mancanza di motivazioni tecniche che supportassero la scelta provinciale di stralcio. Pertanto, hanno proposto al Consiglio regionale di non aderire alla richiesta provinciale e di confermare il Piano vigente, che includeva la ex cava Coppa”.

“Il Consiglio regionale ha invece ritenuto di approvare la revisione del Piano cave della Provincia di Varese, stralciando la cava – continua Terzi -. La societa’ interessata ha presentato ricorso contro tale decisione, ottenendo sentenze favorevoli, sia in primo grado sia in secondo grado. In particolare, le sentenze hanno rilevato un “evidente difetto di motivazione negli atti impugnati dalla ditta”.

“Il Piano cave di Varese e’ stato successivamente sottoposto a una procedura di ‘VAS ex-post’, concordata con la Commissione Europea, per far fronte alla pre-procedura di infrazione – continua Terzi -. Tale procedura si e’ conclusa con lo stralcio della cava dal Piano per motivi di carattere produttivo e ambientale”.

Contemporaneamente all’espletamento della procedura di VAS, la ditta ha chiesto al Tar un risarcimento danni, indicando i seguenti importi:
• danno emergente 1.214.295,16 euro;
• lucro cessante diversificato a seconda degli esiti del processo di VAS ex post:
a) nel caso in cui la cava fosse stralciata dal Piano: 34.300.000 euro;
b) nel caso la cava fosse confermata nel Piano con volumi ridotti: 23.400.000 euro;
c) nel caso in cui la cava rimanesse inalterata nel Piano: da quantificare secondo criteri stabiliti dal Tar.

“Il Tar con sentenza 86 del 16 gennaio 2017 – chiosa Terzi – ha accolto solo in parte le istanze della ditta, condannando in solido Regione, Provincia e Comune di Cantello a risarcire la mancata produzione di cava per una durata di 4 anni, indicando i criteri per la quantificazione del danno, da risarcire previo accordo tra la Ditta e le
Amministrazioni coinvolte, in funzione della mancata produzione.

“Quanto sopra riportato consente di sottolineare – conclude il comunicato dell’assessore Terzi – l’adeguatezza dell’operato tecnico, riconosciuto come adeguato anche dalle sentenze sopra citate, non rinvenendosi profili di responsabilita’ diretta in seno alla Giunta regionale. Anche in considerazione dell’entita’ del risarcimento che la Regione e’ stata condannata a pagare  si ritiene comunque di dovere ricorrere in appello contro la sentenza 86/2017”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Febbraio 2017
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