Inizia la stagione di galoppo. Ritorna il Gran Premio al pomeriggio

Cavalli in pista all'ippodromo delle Bettole a partire da martedì 27 giugno. Il Città di Varese previsto per il 26 agosto. Guido Borghi: «Il ministero ci deve arretrati da 8 mesi»

Foto del giorno settembre 2016

Cavalli in pista all’ippodromo delle Bettole di Varese. Tutto è pronto per la stagione estiva di galoppo che inizierà domani, martedì  27 giugno, e proseguirà fino al 29 agosto. Tredici riunioni con le classiche in programma: dal premio Benetti all’Ermolli, dal premio La Novella al Città di Varese, con qualche sorpresa annunciata da Guido Borghi, patron della Varesina (Svicc) società che gestisce le corse di galoppo. Si correrà tutti i sabati di luglio e agosto, a cui si aggiungono quattro martedì: 27 giugno, 11 luglio, 1 e 29 agosto. Da segnalare il calendario delle corse reso particolarmente accattivante dalla mano felice del grafico Giacomo Baranzini.

EVENTO STRAORDINARIO
I responsabili della Varesina non hanno ancora il permesso di parlarne in modo esplicito, ma durante il Premio Ermolli, una delle serate clou della stagione,  è previsto «un evento straordinario mai fatto prima in un ippodromo e voluto dalla stessa famiglia Ermolli». In calendario anche una iniziativa di beneficenza mentre il Gran Premio Città di Varese si correrà (a meno di ripensamenti) nel tardo pomeriggio di sabato 26 agosto. L’ultima volta accadde ventanni fa nel 1997 e vinse Carajuve, allieva di Bruno Grizzetti, della scuderia Belforte di Cesare Bernasconi.  «È un modo di avvicinare le famiglie che così possono trascorrere un’intera giornata alle Bettole» ha detto Borghi.
Tra gli anniversari ci sarà il premio “Living”, la testata diretta dalla giornalista Nicoletta Romano, arrivato al decimo compleanno. Previsto anche un evento in ricordo di Pinuccio Molteni, il gentleman rider  scomparso recentemente che ha collezionato più di mille vittorie in carriera.

Ippodromo

PAROLE DURISSIME CONTRO LA POLITICA
Borghi contrappone alla serenità della sua persona, parole pesantissime nei confronti del ministro dell’agricoltura Maurizio Martina. Tanto risentimento può essere giustificato solo dal fatto che in tutti questi anni – quando Martina non era ancora ministro – l’ippica è stata usata dalla politica come un bancomat, con una pesante corresponsabilità degli stessi operatori.
Una ragione incontestabile Borghi però ce l’ha: il prelievo dello Stato italiano sulla scommessa è troppo alto, cioè pari al 32% contro il 15% del resto d’Europa. Questo è uno dei principali motivi, ma non l’unico, per cui il mondo delle corse dei cavalli in Italia vive da anni una pesante crisi, mentre nel resto d’Europa è florido. Borghi accusa il ministero di non accettare le legittime richieste della Varesina. «A noi hanno dato un incremento del montepremi del 4% – dice il presidente della Svicc – contro il 20% concesso ad altre realtà, come Napoli. L’incremento viene concesso sulla base del numero medio di cavalli partenti per corsa che a Varese è superiore ad altri ippodromi che lo hanno ricevuto».

LA VARESINA STA BENE
«Abbiamo chiuso il bilancio in attivo ha concluso Borghi – con 350mila euro di ammortamenti all’anno significa che noi facciamo adeguati investimenti. Certo, se il ministero fosse regolare sui pagamenti sarebbe meglio, con otto mesi di ritardo tutto diventa complicato. E il prossimo anno saranno 140 anni dell’ippica a Varese». 

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Pubblicato il 27 giugno 2017
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