Spaccio nei boschi, il sindaco: “Serve intervento in forze per liberare il parco”
Marco Scazzosi approfitta dei riflettori accesi dopo il caso della ragazza scomparsa (e poi ritrovata in salute) nella serata di sabato nell'area boschiva: "Il percorso Vassallo non basta, la gente ha paura di addentrarsi"
Una mamma di Marnate ha raccontato sul gruppo facebook del suo paese che «è stata allontanata dal bosco mentre cercava di attraversarlo lungo un sentiero» con suo figlio sul sellino. I commenti dei cittadini, stanchi di questa situazione, piovono sull’immobilismo che da anni caratterizza questa zona verde tra Marnate, Rescaldina e Gorla Minore.
I sindaci ci hanno provato anche realizzando un percorso ambientale dedicato al sindaco Vassallo, ucciso per cercava di mantenere la legalità nel piccolo centro di Pollica (nel Cilento), che passa proprio tra le postazioni degli spacciatori che da anni tengono in scacco un pezzo di territorio. Il sentiero parte da Gorla Maggiore e arriva fino a Castellanza raccontando, attraverso cartelli informativi, la biodiversità, la storia degli edifici che si incontrano, la fauna, le tradizioni e i disastri ambientali che non mancano.
L’episodio che, fortunatamente, si è concluso positivamente col ritrovamento della 20enne Dafne Di Scipio in un autogrill dell’A8 è anche la goccia che ha fatto traboccare il vaso per il sindaco di Marnate Marco Scazzosi che si appella alle Forze dell’Ordine: «Servono maggiori forze per mettere fine a questo supermercato della droga a cielo aperto – commenta Scazzosi – noi amministratori cerchiamo di fare la nostra parte ma non abbiamo le forze per far rispettare la legalità. Neanche i nostri carabinieri della stazione di Gorla Minore possono farlo da soli».
Scazzosi vorrebbe replicare il modello attuato lungo il fiume Olona dove la realizzazione della pista ciclabile ha riportato moltissimi cittadini a frequentare l’asta del fiume e ad allontanare malintenzionati e spacciatori che, prima, non mancavano neanche qui: «Quel progetto ha funzionato in maniera esemplare e sarebbe bello poterlo replicare per i boschi – spiega – il percorso Vassallo fa parte di questa strategia ma non è sufficiente perchè la gente ha paura a frequentare quella zona. Ora che questo spicchio di provincia è finito sotto i riflettori sarebbe buona cosa se si intervenisse in maniera incisiva per ripulire la zona da spacciatori e clienti».
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