Come scegliere il libro da portare in vacanza

Per i bambini è sufficiente mettere in valigia un paio di libri: i consigli dell'esperta Laura Pavan per scegliere quelli giusti, a seconda dell'età

Avarie

Scegliere il libro da portare in vacanza è un argomento serio, per gli adulti, ma anche per i bambini. Persino per quelli che ancora devono nascere: “Se la mamma e il papà provano piacere nel leggere, possono cominciare a farlo per i propri figli già durante la gravidanza”, spiega Laura Pavan, mamma psicologa e psicoterapeuta dello Studio VitaVera che ha dedicato a questo argomento l’incontro dello scorso 21 giugno dell’associazione Mamme in cerchio di Azzate.

Secondo l’esperta “non è mai troppo presto per iniziare a leggere con i propri figli”, anzi. La condivisione della lettura può essere un elemento fondamentale della relazione tra genitore e bambino, una base che permette al piccolo di crescere, sviluppare sicurezza e l’amore per la lettura.
Ma scegliere i libri giusti è altrettanto importante.

Dai 3 mesi fino all’anno e mezzo del bambino il genitore deve sforzarsi un po’ nello scegliere libri con gli occhi del bimbo, e non secondo i propri gusti: “Bisogna considerare che in questa fase i bambini prediligono il contrasto tra pochi colori, magari primari che favoriscono l’aggancio visivo e l’attenzione meglio di sfumature o tinte tenui”.  Il libro deve anche essere piccolo e non troppo delicato: “Un oggetto che il genitore può dare al bambino all’interno della relazione e che il piccolo può esplorare con tutti i sensi, come fanno naturalmente i bambini, che guardano, toccano, tirano, assaggiano”.

Dall’anno e mezzo i bambini sono in grado di scegliere da soli i libri che preferiscono. “Spesso in questa fase, fino ai 4-5 anni, i bambini scelgono un canale di preferenza e lo sforzo richiesto ai genitori è quello di non contrastare questo percorso che all’adulto può risultare noioso, ma per il bambino è diverso, perché nella ripetizione trova contenimento e sicurezza”, spiega la Pavan.

E il discorso è valido anche e soprattutto in vacanza: non serve riempire la valigia di libri per bambini. Ne bastano un paio: “magari uno per il giorno e uno per la nanna – consiglia l’esperta – In vacanza cambia tutto, cambiano i ritmi, gli orari, le routine, persino il letto non è lo stesso. Se il libro è quello conosciuto, quello che magari leggevamo volentieri anche a casa, diventa un elemento in cui il bambino ritrova sicurezza e che aiuta il contenimento familiare.
Dai tre anni i bambini sperimentano anche la lettura in autonomia, che per i più piccoli significa non solo scegliere il libro, ma anche ritagliarsi uno spazio fisico e di tempo per esplorare da soli il proprio libro e sfogliarlo , stimolando l’attenzione e il linguaggio nel raccontarsi la storia.

Quando il bambino raggiunge l’età scolare , non solo sceglie il libro e lo sfoglia, prova anche a leggerlo: “In questa fase sono importanti le caratteristiche tecniche del libro, per complessità della storia e carattere di scrittura – precisa l’esperta – esistono quindi libri in stampatello maiuscolo, per i piccoli della prima elementare, e poi in corsivo o stampatello minuscolo, magari con meno immagini per i più grandi.
Dalle elementari il libro, oltre ad essere un piacere, diventa strumento per consolidare le competenze di lettura acquisite.

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Pubblicato il 25 giugno 2018
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