Due cinghiali in zona Palaghiaccio: cosa fare se te li trovi davanti

Un lettore scatta la foto alle 3 di notte. Lo zoologo: «Non date loro da mangiare e non avvicinatevi mai»

Avarie

«Novantanove volte su cento, il cinghiale scappa. Ma c’è una possibilità in cui attacca: quando si sente privo di vie di fuga. Per questo è bene non avvicinarsi, non dare loro cibo e considerare sempre che si ha a che fare con animali selvatici». Lo afferma Adriano Martinoli zoologo esperto di conservazione della fauna presso l’università degli studi dell’Insubria dopo aver appreso la notizia della presenza di due cinghiali a Varese in una zona semi centrale.

Ore 3, zona Palaghiaccio, Varese. Quello di Manuel non è un sogno di una notte di mezza estate ma la realtà: prende il telefono e scatta una foto, poi se ne va e la invia a Varesenews.

La qualità dell’immagine non è per nulla buona. Ma sono le dimensioni degli animali a contare: i profili si notano in maniera distinta, sono le sagome di due grandi cinghiali, più grandi di un cane di grossa taglia.

«Personalmente non avevo fino ad oggi nessun dato legato alla presenza di cinghiali fino alla zona dell’Ippodromo – spiega il professor Martinoli . Certamente ho avuto notizia della loro presenza fino al parco di villa Toeplitz, ma così in città, mai. Bisogna però tener conto di un fattore importante: le vie di spostamento di questi animali rimangono prevalentemente le aree boscate. Ma di notte, a tardo luglio, con in giro meno gente, può capitare che riescano a spostarsi perché trovano una fonte alimentare facile, come l’umido lasciato fuori casa. E quindi si muovono anche fuori dal loro habitat».

Ma non dovrebbero starsene nei boschi?
«Certo, ma normalmente chi si muove di più sono i maschi giovani, attorno all’anno anno e mezzo di età. Sono quasi obbligati perché le madri tengono vicine le giovani per fare gruppo, e ai maschi tocca lasciare il branco. Così dapprima si riuniscono in piccoli gruppi, per poi fare vita solitaria.
È probabile che quelli fotografati dal lettore siano due maschi giovani “in dispersione” e che si soano trovati in mezzo alla città».

Ma una volta scesi dalla montagna sono in grado di tornare verso i boschi?
«I selvatici hanno il senso dell’orientamento. Qualche anno fa una femmina di cervo col piccolo era arrivata fino in viale Borri, di fianco a un supermercato. Erano le 4 del mattino e sono intervenute le guardie faunistiche provinciali e con due macchine, e con grande calma li hanno fatti muovere, e rapidamente hanno trovato la strada del bosco».

Certo che trovarsi questi animali fuori casa…
«Può capitare quando in città la vita “umana” si affievolisce per via degli orari e dei periodi, come di notte e d’estate. Quando gli uomini lasciano le strade, i selvatici, anche di piccola taglia, si muovono. Per i cinghiali, poi, stiamo vivendo un periodo di incremento numerico. Sono animali “svegli” e se capiscono che in città trovano da mangiare senza troppi pericoli, arrivano. Hanno anche una “trasmissione sociale” con altri componenti del gruppo. In alcuni casi è casuale, in altri se imparano che in una certa zona trovano facilmente il cibo, imparano la strada».
In alcune strade, quindi, i padroni diventano faine, volpi, tassi e altri animali che si fanno un giro in città e ancora di più nei paesi delle valli.

Ma cosa bisogna fare se si incontrano dei cinghiali in città?
«Nel 99 per cento dei casi si spaventano e scappano. Il suggerimento è questo: dobbiamo considerare questi animali come tali. Non sono abituati ad avere rapporti con l’uomo. Non bisogna avvicinarsi, soprattutto se rimangono immobili. Perché se si sentono minacciati, e ci avviciniamo, magari con tutte le cautele convinti che se facciamo piano magari riusciamo ad accarezzarli, dopo un po’ si spaventano e attaccano. Bisogna tenerli a distanza, e non avvicinarsi, non avere atteggiamenti che li spingano a caricarci, e lasciare sempre all’animale una via di fuga. Evitare, poi di dargli da mangiare. E se li si nota bisogna chiamare il 112 e spiegare il problema: in città un cinghiale che attraversa la strada d’impeto è molto, molto pericoloso».

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 30 Luglio 2018
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  1. Scritto da Grazìella Croci

    Bene avete fatto a segnalare il pericolo dei cinghiali in città a Varese, alla Bicocca e Sangallo, ormai da parecchi mesi sono stanziali una decina di cinghiali, che causano danni alle recinzioni e ai giardini delle case, probabilmente quelli fotografati fanno parte del branco, ho letto sul web che ad agosto 2015 a Cefalù un uomo a passeggio con il cane è stato ucciso da un cinghiale, che ha anche ferito la moglie, e a Roma il 19 marzo 2017 un motociclista è morto dopo essere stato investito da un cinghiale in città.

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