Sequestrato uno dei principali macelli equini della Lombardia

Sigilli del Tribunale alla "Riccato Corrado Bruno", azienda agricola specializzata in carne equina. Metteva in commercio carni delle quali non si conosceva la provenienza

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Macellavano cavalli senza la relativa documentazione e rivendevano le carni per il consumo umano senza che se ne potesse sapere la provenienza, le eventuali patologie e i farmaci che avrebbero assunto gli equini.

Per questo motivo la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio, il sequestro dell’azienda “Riccato Corrado Bruno” di viale Toscana (Busto Arsizio), uno dei macelli equini più grossi in Lombardia che nel 2017 ha macellato 424 cavalli e nel 2018 era già arrivato a quota 200.

Ad eseguire nella mattinata di oggi (venerdì) il sequestro, l’Aliquota per i Reati Ambientali della Procura, insieme ai Carabinieri del Nucleo Forestale e ai veterinari dell’Ats Insubria. Da tempo l’attività era sotto stretta osservazioni per aver violato più volte, in passato, la normativa relativa alla tracciabilità degli animali che venivano macellati.

L’ultimo episodio, che ha convinto gli inquirenti ad intervenire in maniera decisa, è stato registrato il mese scorso quando l’azienda è stata colta nuovamente in fallo. All’interno erano stati trovati, infatti, cavalli dei quali non  si conosceva la provenienza e la loro storia sanitaria, macellati e messi in vendita al pubblico.

Gli animali in questione non venivano nemmeno sottoposti alla visita obbligatoria dai veterinari dell’Ats e, in fase di macellazione, veniva asportata la parte di cervicale dove viene inserito il microchip che dovrebbe contenere la storia del cavallo dal punto di vista sanitario. È stato anche rinvenuta documentazione di accompagnamento falsificata.

Già nel 2012 il titolare dell’azienda era stato denunciato per gli stessi motivi e l’Ats era dovuta ricorrere alla sospensione dell’attività. Questa volta il giudice ha ritenuto necessario sottoporla a sequestro per evitare la reiterazione del reato.

Al momento vengono contestati al solo titolare dell’azienda i reati di uccisione di animali, detenzione per il commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell’esercizio del commercio.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 17 agosto 2018
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