Alla Moriggia è pronta la rete di “protezione” sulle vasche

Però c'è ancora da sciogliere il nodo dei contratti per gli istruttori di nuoto, resi complicati dal nuovo Decreto Dignità. Il Pd: "Ma che fine ha fatto il progetto di rinnovo completo?"

gallarate generico

Se n”è discusso per mesi, dal febbraio 2018, quando la piscina è stata chiusa per precauzione. Ed ora eccola qui: è la rete “di protezione” che finalmente dovrebbe consentire – a ottobre – la riapertura dell’impianto chiuso appunto da sette mesi.

Condizionale d’obbligo, in realtà. Perché – come già il gestore Amsc aveva segnalato – nel frattempo si è inserito un altro problema, non da poco: l’inquadramento lavorativo del personale, in particolare degli istruttori. Nei mesi trascorsi dalla chiusura c’è stato il cambio di governo e, con questo, anche il varo del cosiddetto “Decreto Dignità”, che contiene anche le misure contro la precarietà. Risultato: bisogna trovare un nuovo inquadramento per consentire l’impiego degli istruttori che fino ad oggi erano impiegati con contratti atipici di vario genere, secondo la normativa vigente (vigente fino ad agosto, appunto, fino all’entrata in vigore del nuovo Decreto).

Il cantiere pare concluso e l’agibilità – dice sempre l’azienda – è attesa al 7 ottobre, mentre le pratiche per l’aspetto giuslavoristico dovrebbero richiedere fino a fine del mese. Orizzonte realistico indicato appunto da via Aleardi, sede di Amsc.
In tutto questo però rimangono delle incertezze, messe in evidenza dal Partito Democratico. Nella mattina di sabato 22 settembre i consiglieri comunali del Pd si sono presentati per un sopralluogo, anche se la stessa Amsc ha negato l’accesso.

«Non ci hanno consentito di entrare, dicendo che i lavori sono ancora in corso» denuncia Margherita Silvestrini. «Con stupore abbiamo però verificato che non c’è più alcun cantiere. Ci è stato impedito un legittimo sopralluogo che è un diritto dei consiglieri. Una visita che solo per garbo istituzionale abbiamo comunicato ma che è stabilita dalla legge».

In ogni caso, al di là sul sopralluogo negato, il Pd sottolinea che i lavori sono stati completati, come del resto dice il cartello di cantiere che indicava la conclusione al 16 settembre. E proprio i consiglieri Pd hanno scattato le foto alla rete di protezione installata sulle vasche interne. La rete serve come precauzione per evitare la caduta in acqua dei pannelli della controsoffittatura: è stato infatti questo il problema che ha spinto a chiudere l’impianto il 20 febbraio scorso.

Si parla solo dei lavori “tampone”, perché invece è ancora atteso il progetto complessivo di rinnovo della struttura: «La rete è temporanea, ma ci domandiamo: a che punto è il Project financing?» si chiede la consigliera Anna Zambon. Quale è il vero futuro concreto e stabile che avrà la piscina?». Accanto a questa, anche la preoccupazione per il destino dei lavoratori, la cui soluzione sembra ancora piuttosto ingarbugliata e che comunque – stando ad Amsc – richiederà un mesetto ancora.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 22 settembre 2018
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