Il Consiglio comunale discute l’incompatibilità del sindaco
Tutti i segnali che provengono dalle aule parlamentari lasciano pensare che sia vicino il momento che imporrà a Galli di scegliere: o la poltrona da primo cittadino o il seggio alla Camera dei Deputati
Tutti i segnali che provengono dalle aule parlamentari di Roma lasciano pensare che sia vicino il momento che imporrà al sindaco Dario Galli di scegliere: o la poltrona da primo cittadino di Tradate o il suo seggio alla Camera dei Deputati.
Una questione che subentra per via delle regole elettorali che prefigurano (la questione è al vaglio della giunta per le elezioni) l’incompatibilità fra le due cariche.
Il sindaco Galli, che ha sempre contestato l’interpretazione della norma, non ha ufficialmente sciolto la sua riserva ma è evidente che è a Roma che potrebbe dedicare il suo impegno politico visto che, dopo la formazione del Governo Conte, è entrato anche nella squadra governativa come sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico.
Sebbene le opposizioni tradatesi in Consiglio comunale abbiano dato battaglia fin dallo scorso marzo, sulla questione è solo con l’avanzamento dei lavori della Giunta parlamentare che il tema ha guadagnato centralità.
Sarà proprio il Consiglio comunale di lunedì 24 settembre a trattare ufficialmente l’argomento. Al secondo punto all’ordine del giorno, dopo la surroga del consigliere comunale dimissionario Sergio Beghi, ci sarà proprio la discussione dell’incompatibilità del primo cittadino e degli adempimenti conseguenti.
La questione sarà posta dunque sul tavolo del Consiglio Comunale ma non è detto che si arriverà ad una decisione finale in quella sede. Qualora dovesse decadere il sindaco, comunque, la via sarebbe già tracciata dai regolamenti così come è avvenuto, di recente, a Sesto Calende e a Malnate e come si preparano a fare a Samarate.
I prossimi passi potranno essere meglio definiti nel vertice in Comune di sabato 22 settembre dove la maggioranza dovrà trovare una via tra la dimensione politica e quella imposta dai regolamenti, in previsione, con tutta probabilità, di tornare ad elezioni a maggio del 2019.
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